Non c’è una luminaria, un albero che sia addobbato ed esposto nei locali. Piazzale Udine è sgombro e asettico. Non ci sono canzoni o motivi natalizi a risuonare nell’aria, né il profumo di dolci e frittelle. Non c’è nemmeno una bancarella o un mercatino a tema. Si capisce che è Natale soltanto per via del clima, perché quando si respira l’aria si condensa e le piante sono secche e senza foglie. Qui, a Milano in zona Feltre, il clima natalizio non si respira affatto.

«Quando arrivano le feste il quartiere si trasforma nel deserto dei tartari – racconta Fiorella, 71 anni, che vive qui da più di 40 -. Una volta era una bella zona con tante iniziative, mercatini, il Natale era molto sentito. Adesso sono cambiate le persone, non aspettano altro che andarsene».

«Durante il ponte dell’immacolata se ti prendeva un malore potevi anche morire a terra che nessuno se ne accorgeva – aggiunge Fabio, ristoratore che ha il suo locale proprio in piazzale Udine -. Io sono qui soltanto da quattro anni, ma non ho mai percepito chissà quale spirito natalizio. Qua c’e tanta gente con i soldi che ha le seconde case e appena ci sono alcuni giorni di ferie se ne vanno. Davvero, nell’ultimo ponte faceva strano: i parcheggi erano tutti vuoti! Troppo strano per Milano».

Per nove commercianti su dieci, la colpa di questo mancato senso natalizio è da attribuirsi ai costi elevati che, negli anni, hanno scoraggiato i più anche solo dall’esporre alcune semplici luminarie. C’è ancora qualche sparuto negozietto che ci prova e che, almeno all’interno, espone ghirlande e lucine, ma quando ci si parla il responso è sempre demoralizzato:«Nelle feste passa pochissima gente, viviamo dei clienti storici che ci vengono a trovare spesso – spiega Monica, commessa di un negozio di abbigliamento -. Negli ultimi anni il senso di comunità è scemato sempre di più. Anche di commercianti siamo rimasti in pochi, ci sono tante catene, e questo non aiuta a rendere appetibile il quartiere».

È d’accordo anche Vincenza, che lavora in una storica panetteria della zona: «Siamo qui da 35 anni, fino agli inizi del Duemila si mettevano le luminarie in strada e si organizzavano iniziative e mercatini in occasione delle feste. Ora sono cambiati i gestori, sono aumentati i prezzi e nessuno ha più aderito a questo tipo di cose. Ci hanno detto che iniziative come i mercatini non si possono fare perché di qui passano tanti autobus e tram e si blocca la circolazione, però è un peccato. Così si rovina il quartiere, che ormai durante le festività è molto spento».