Non sarà di certo una Pasquetta economica, specialmente per chi aveva intenzione di prendere la macchina. Secondo i dati del MISE la benzina nelle ultime ventiquattro ore ha superato i 2,2 euro al litro e il diesel ha sfiorato l’1,80. Muoversi con la propria auto è diventato proibitivo per la maggior parte degli italiani. Ad esempio attraversare lo Stivale, partendo da Milano fino a Reggio Calabria, è arrivato a costare più di 300 Euro, tra andata e ritorno. Solo di carburante in media si spenderebbero 86 euro rispetto ai 75 dell’anno scorso, senza considerare i 65 euro di pedaggio per il pagamento dei caselli a tratta.
Stando ai dati del Codacons e a quelli dei gestori autostradali, nella settimana pasquale circoleranno più di 60 milioni di veicoli, di cui il 41,4% a benzina a fronte di un 40% a gasolio. Anche i più ecologici che viaggiano con “l’elettrico” spenderanno in media il 18% in più. In totale si spenderanno quasi 1,28 miliardi in più di euro in rapporto al 2025. L’esodo pasquale quindi non sarà abbattuto, ma solamente scoraggiato. Tra le varie cause di questo aumento repentino, la responsabilità più grande viene attribuita alla guerra in Medio Oriente, in particolare per il blocco dello Stretto di Hormuz da parte del governo iraniano, come risposta ai bombardamenti americani. Di lì passa quasi un quinto del petrolio e del gas mondiale e questa chiusura genera una conseguente speculazione sui mercati dell’oro nero. Anche i voli nazionali saranno rincarati del 14% e una famiglia di tre persone potrà arrivare a pagare fino a mille euro per acquistare dei biglietti aerei per una tratta media, anche sul suolo nazionale, in particolare verso le isole maggiori.
Pasquetta di prezzi mai visti, tra costo della benzina e degli alimenti. Molti italiani hanno rinunciato a viaggiare ma non rinunceranno a grigliare, nonostante un rincaro del 6%, della carne, secondo la media nazionale
Ma ci sono poche cose per le quali gli italiani farebbero carte false, e a cui non vogliono rinunciare. Una su tutte è il cibo. Un sondaggio diffuso dall’agenzia ANSA sostiene che circa il 70% delle persone che risiedono nella penisola celebrerà le vacanze a casa propria, ma che nessuno è disposto a ridurre le proprie razioni di cibo, specialmente a Pasquetta. Non importa il prezzo da pagare, specialmente in Lombardia. Secondo un’analisi di Codici Lombardia, la Pasquetta 2026 si caratterizza per i rincari diffusi che colpiscono soprattutto carne e ristorazione, con effetti particolarmente evidenti nelle aree urbane come Milano, Monza e nell’intera Brianza. I dati confermano un aumento generale dei prezzi alimentari tra il +4% e il +5%, mentre i prodotti dolciari pasquali registrano incrementi più variabili: le uova di cioccolato sono arrivate fino al +10%, anche a fronte di fenomeni di shrinkflation (meno prodotto a parità di prezzo), mentre le colombe si attestano tra il +3% e il +7%.