È stata la mano di… Will. Una delle edizioni più prevedibili degli ultimi anni, ha riservato colpi di scena inaspettati e picchi di tensione, non tanto sul fronte dei premi, quanto per quello che è accaduto sul palco del Dolby Theatre. Dalle battute pungenti delle tre presentatrici Amy Schumer, Regina Hall e Wanda Sykes, che “costano quanto un uomo” e che annunciano che sarà uno show “molto molto gay”, lanciando una frecciatina alla legislazione della Florida, fino a quella, invece, meno felice di Chris Rock che rischia di brutto. Beyoncé ha aperto letteralmente le danze cantando Be Alive, Billie Eilish e suo fratello Finneas hanno eseguito No Time to Die, premiata come migliore canzone, ma l’ospite più atteso era Volodymyr Zelensky. Chissà se Sean Penn avrà boicottato la visione della cerimonia e avrà già iniziato a fondere le sue due statuette. La guerra in Europa è stata comunque ricordata con un cartello e un minuto di silenzio nel corso della serata. Non le ha mandate di certo a dire Francis Ford Coppola che, sul palco insieme a Robert De Niro e Al Pacino per i 50 anni de Il padrino, ha urlato “Viva l’Ucraina!”.

Will Smith si prende la scena con uno schiaffo a Chris Rock, Francis Coppola fa le veci di Zelensky e, sì, sono state consegnate anche le statuette

Keep the name of my wife out of your f***ing mouth!” ha urlato Will Smith dalla sua sedia dopo essersi alzato per tirare uno schiaffone a Chris Rock, colpevole di aver fatto una battuta di cattivo gusto sui capelli di sua moglie Jada Pinkett Smith che da anni soffre di alopecia. Quello che all’inizio poteva sembrare uno sketch preparato, si è rivelato genuino quando la regia di Abc ha mutato le parole dell’attore che però sono andate a tutte volume nelle altre emittenti. Viene da dire, meno male che l’attore non fosse candidato nell’anno in cui Ricky Gervais ne ebbe per tutti, probabilmente staremmo parlando di qualcosa di molto più grave di un colpo a mano aperta. Il coronamento di questo episodio di tarantiniana memoria, uno dei cosiddetti scherzi del destino, è il trittico di Pulp Fiction, Samuel Jackson (Oscar alla carriera), Uma Thurman e John Travolta, che proclama la sua scontata vittoria come attore protagonista. Resta tuttavia il rammarico che uno dei momenti più importanti della carriera dell’ex principe di Bel Air verrà per sempre accostato a quanto accaduto qualche minuto prima: lo sa soprattutto Will Smith che durante il proprio discorso è stato sopraffatto dall’emozione e ha chiesto scusa all’Academy.

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Il resoconto dei premi

I film che hanno dominato sono stati CODA di Sian Heder e Dune di Denis Villeneuve. Il remake con protagonista Timothée Chalamet ha fatto incetta dei principali premi tecnici, come si sospettava: suoi la scenografia, il montaggio, il suono, ma anche la fotografia con Greig Fraser e la miglior colonna sonora. Hans Zimmer vince così il suo secondo Oscar dopo quello per Il re leone, altra nomination a vuoto per Johnny Greenwood. CODA, oltre ad aver vinto la statuetta più prestigiosa di miglior film, entrando nella storia come primo lungometraggio di un servizio streaming ad ottenere tale risultato, si è anche aggiudicato la miglior sceneggiatura non originale.

CODA è il miglior film, Dune il più premiato. Drive my Car ed Encanto superano Sorrentino e Casarosa. Italia a mani vuote anche nella categoria costumi. Troy Kotsur è il primo attore sordomuto a vincere una statuetta

C’è comunque da chiarire che il film di Sian Heder è nato come film indipendente e la Apple si è occupata solamente della distribuzione: un discorso diverso rispetto a film come È stata la mano di dio o Il potere del cane che Netflix ha anche prodotto. Proprio quest’ultimo si porta a casa solo una delle dodici candidature: Jane Campion è la migliore regista e bissa il risultato di Venezia diventando la terza donna in assoluto a vincere questo premio, oltre che la seconda consecutiva dopo il successo dell’anno scorso di Chloé Zhao. Stesso discorso per Belfast di Kenneth Branagh, un altro dei lungometraggi con più nomination che vince per la miglior sceneggiatura originale.

Nulla da fare per gli italiani in garaDrive my Car come ci si aspettava è il miglior film straniero, mentre Encanto sorprende i bookmakers superando il favorito Flee nella corsa al miglior film d’animazione. Mani vuote anche per Massimo Parrini, la statuetta per i costumi va a Jenny Beavan per il film Disney Crudelia. Nessuna sorpresa per quanto riguarda il premio di miglior attrice vinto da Jessica Chastain per The Eyes of Tammy Faye e quello di non protagonista assegnato ad Ariana DeBose per la sua interpretazione di Anita in West Side Story. Entrambi i loro discorsi sono stati incentrati sulla discriminazione, con riferimenti alla comunità LGBT, queer e a quella afro-latina.

Uno dei momenti più toccanti è stato invece quello della premiazione del premio come miglior attore non protagonista che, come prevedibile, è andato a Troy Kotsur, primo attore sordomuto ad ottenere il riconoscimento dopo Marlee Matlin. La platea che si alza in piedi sventolando le mani per applaudire è l’immagine più bella della serata. Da sottolineare l’iniziativa sul canale YouTube dell’Academy di trasmettere una diretta in Asl, il linguaggio dei segni americano. La grande sorpresa arriva però dal Fan Favorite contest: non è Spider-Man: No Way Home, ma Army of the Dead di Zack Snyder il film preferito dagli spettatori da casa.

Un’ultima amara riflessione. Durante lo show una battuta è passata quasi inosservata, e recita più o meno così: “Tutte le persone qui presenti amano i film e guardano la tv dal divano”. Il fatto che il miglior film CODA non sia passato in alcuna sala cinematografica, quando in Italia è uscito direttamente in streaming, è una chiara dimostrazione del momento di difficoltà del grande schermo.