Anche Milano celebra i 150 anni dalla prima esposizione di pittura impressionista. Lo fa al piano terra del maestoso Palazzo Reale,  dove dal 19 marzo e fino al 30 giugno prossimo, è aperta la mostra “Cézanne – Renoir”, organizzata da Skira Arte, Palazzo Reale e Museum Studio, col patrocinio di Comune di Milano, Ministero della Cultura e Ambassade de France en Italie.

L’esposizione, volta a ricreare un ideale dialogo tra due dei principali esponenti dell’impressionismo quali Paul Cézanne e Pierre Auguste Renoir, ha come curatori lo storico dell’arte Stefano Zuffi, la conservatrice d’arte Cecile Girardeau e l’archivista Alice Marsal, quest’ultime attive presso il Musée de L’Orangerie di Parigi, partner della mostra insieme al Musée d’Orsay, dai quali provengono le opere in questione. Prima dell’approdo nei due musei della Ville Lumiêre, essere furono riunite dal collezionista e mercante d’arte francese Paul Guillaume, a cui è dedicato il primo dei panel dell’esposizione, introdotta da un suggestivo corridoio a vetri colorati che focalizza da subito due punti di contatto della ricerca pittorica di entrambi i maestri: la luce e il colore. 

Nel primo spazio dedicato ai protagonisti, due pannelli ne contrappongono le rispettive biografie. Allo stesso tempo, in quest’ambiente si realizza il primo contatto tematico tra il maestro di Aix-En-Provence e quello di Limoges attraverso l’esposizione di alcune tele che ritraggono i rispettivi familiari: da un lato i figli di Renoir, dipinti da piccoli e dall’altro la moglie e il figlio di Paul Cézanne. Una sequenza che dà l’idea anche dello scavo nel quotidiano e nell’intimo dei due pittori che la mostra si propone di raggiungere.

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A seguire, si dà spazio alle tele degli anni ‘70 e ‘80 del XIX secolo, vive testimonianze della rottura dei canoni tradizionali attuata attraverso l’adesione all’impressionismo, di cui entrambi diventarono esponenti attivi, andando poi ad affinare e personalizzare le proprie traiettorie di ricerca. Si intreccia così un dialogo tematico tra la netta semplicità dei paesaggi senza figure umane di Cézanne e la vivacità dei colori della natura, catturata dagli occhi di Renoir e trasposta sulla tela.

Si prosegue quindi con dipinti che presentano soggetti ricorrenti in entrambi i pittori, in particolare le molteplici tele dedicate alle bagnanti e che hanno scandito la loro produzione, misurandone anche le evoluzioni artistiche. Tra i soggetti ricorrenti di Renoir, compaiono anche donne e ragazze al pianoforte, oltre a Gabrielle, la bambinaia di famiglia, che divenne una delle donne più presenti nelle sue tele, ritratta fino agli ultimi anni di attività. Sponda Cézanne, la mostra esibisce alcuni ritratti dedicati alla moglie Hortense, matrimonio a lungo nascosto dal pittore alla famiglia. Nel ritrarre la donna, spiccano alcuni suoi marchi di fabbrica, come le pennellate decise e la predominanza delle tinte verdi e blu.

Un’intera sala è dedicata all’arte di Renoir, esponendone le composizioni di natura morta – ma dai colori vivissimi – il cui soggetto sono le molteplici varietà floreali organizzate nei bouquet che la moglie amava disseminare per casa; o ancora, la donna con cappello e dal volto paffuto, soggetto che caratterizza l’ultimo periodo di attività, negli anni ‘10 del ‘900. Tra le composizioni, ve ne sono anche alcune con ceste di frutta, testimonianza di studi a carattere geometrico che rappresentano un tangibile punto di incontro con lo stile e la ricerca di Cézanne, a riprova dell’amicizia e delle frequentazioni che legarono i due.

Poco prima delle ultime sale, la mostra regala un’immersione dentro la fucina dei due artisti, attraverso una materiale ricostruzione dei loro atelier, in cui si accentuano i giochi di luci e ombre. È il preludio ad un ulteriore confronto espositivo tra soggetti tematici affini, tra cui spicca il plein air impressionista, in cui troviamo un raro paesaggio innevato nel Paysage de Neige di Renoir e la caratteristica Arbre et maisons di Cézanne, in cui il senso di profondità è ottenuto soltanto nello studiato equilibrio tra luce e colore. Di Cézanne sono esposti anche i numerosi studi geometrici sulle composizioni di natura morta, per i quali preferì la frutta ai vivaci fiori di Renoir, salvo alcune importanti eccezioni (come il Vase bleu, presente in mostra).  In questa sala si apprezza di più la differenza nel ritrarre il comune soggetto delle bagnanti: la forza e il senso di indefinitezza del pennello di Cèzanne accanto alla leggerezza dei ritratti di Renoir.

Il percorso sottolinea in chiusura l’importanza che Cézanne e Renoir ebbero per i principali pittori del Novecento. Quasi a simboleggiarne l’eredità, la mostra accoglie due tele di Pablo Picasso, che da entrambi trasse ispirazione: dalle composizioni geometriche di Cézanne, per ciò che riguarda il movimento cubista, o dalle bagnanti di Renoir, riferimento per le pose dei suoi grandi nudi femminili.