Per documentare il mondo che ci circonda, è necessario avere una buona rete sul proprio cellulare. La pensa allo stesso modo la Nasa che ha deciso di investire 14,1 milioni di dollari per costruire un’infrastruttura di telecomunicazioni sulla Luna grazie ai Bell Labs di Nokia.

La trasmissione dei dati migliorata aiuterà gli astronauti a controllare i rover lunari, a navigare nella geografia lunare in tempo reale e a trasmettere video in streaming. La missione alla fine aiuterà a dimostrare se è possibile avere “abitazioni umane sulla luna”, ha dichiarato Bell Labs. La rete 4G iniziale verrà aggiornata al 5G in futuro e Nokia sta lavorando con la società di ingegneria spaziale Intuitive Machines al progetto.

La rete sarà adattata al clima unico della luna e sarà in grado di resistere a temperature estreme, radiazioni e persino atterraggi e lanci di razzi, che fanno vibrare la superficie lunare. La rete 4G della luna utilizzerà anche celle significativamente più piccole di quelle terrestri, celle che richiedono meno potenza e sono più facili da trasportare.

Ma come mai tutti questi investimenti sul satellite della Terra? E da dove è nata l’idea? “Insieme, la Nasa e player importanti dell’industria tech e aerospaziale stanno lavorando per sviluppare i mezzi che consentano di supportare una presenza sostenibile sulla luna e future missioni umane su Marte”, ha detto in un comunicato stampa l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine.

L’investimento fa parte del programma “Tipping Point” della Nasa, che finanzia progetti di sviluppo tecnologico utili al suo programma “Artemis”. Gli investimenti aiuteranno l’ente aerospaziale americano a raggiungere l’obiettivo di inviare la prima donna e il prossimo uomo sulla luna nel 2024, avere una base lunare entro il 2028 e stabilirvi una presenza sostenibile entro il 2030.

Nel quinto e più alto round di finanziamento Tipping Point fino ad oggi, la Nasa ha donato più di 370 milioni di dollari a 14 società statunitensi.

Lo spazio diventerà la nuova frontiera e il primo obiettivo ormai è chiaro: chiunque si trovi su una base lunare deve essere in grado di utilizzare la rete per navigare nella propria area, per lo streaming di messaggi video e per pilotare robot spaziali da remoto.

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