La pasticceria Novecento in via degli Zuccaro è ancora chiusa. Di fronte a lei una voragine, conseguenza dei lavori che stanno modificando irreversibilmente il quartiere. Mi appiccico alla vetrina per permettere alle persone di passare lungo il marciapiede, delimitato per tutta la sua lunghezza da delle recinzioni da cantiere.

Aspetto qualche minuto e mi si avvicina Stefano, il titolare. Entra dal retro e mi apre le porte del negozio. È originario di Milano, ha quasi 40 anni e da più di quindici gestisce la sua pasticceria completamente da solo. Inizia a lavorare prestissimo, ma non si dedica da subito al confezionamento di prodotti dolciari. “Da piccolo sognavo di fare il falegname, ma ho capito che non poteva essere la mia strada. Quindi, in disaccordo con la famiglia, ho deciso di buttarmi in questa arte”.

La pasticceria Novecento è molto apprezzata nel quartiere ma i cantieri per la metropolitana hanno avuto un impatto negativo sull’attività commerciale di Stefano che dal 2022 tampina il Comune di Milano con esposti e denunce

Per Stefano la pasticceria non è un lavoro come un altro: c’è bisogno di dedizione, estro, capacità creative e molta pazienza. “I panettoni lievitano almeno una notte intera, così come tanti altri prodotti che vedi esposti. Nel determinare queste tempistiche è fondamentale la temperatura del laboratorio”. Attesa che quindi è essenziale per permettere la buona riuscita di un lievitato.

Il dolce simbolo della pasticceria milanese è ovviamente il più richiesto in questo periodo di feste. “Sono fondamentali un buon burro, degli ottimi canditi, possibilmente autoprodotti, e dell’uvetta”. Non ammette variazioni sul tema “Le cagate le lascio fare agli altri, c’è una tradizione da rispettare”. Squilla il telefono e Stefano si allontana pochi istanti per rispondere. Lo scambio di battute si risolve in fretta. Il tema della conversazione è sempre quello: il panettone.

Mi chiedo se il nome dell’attività sia connesso a quella tradizione centenaria che lega il dolce appena citato alla città di Milano. No, tutt’altro. “L’ispirazione la devo a Pippo Baudo e alla sua trasmissione, in onda sulle reti Rai all’inizio degli anni Duemila. In giro non si parlava d’altro, così ho scelto di chiamarlo in questo modo e credo di aver fatto la scelta giusta”. L’insegna l’ha aiutato a farsi conoscere e le sue abilità gli hanno permesso di consolidarsi e di diventare un punto di riferimento per gli abitanti della zona.

Ora, però, si sente un po’ messo in disparte da quel quartiere che, una ventina di anni fa, l’ha accolto e gli ha dato la possibilità di aprire la sua attività: “Gli scavi che noti qui di fronte sono iniziati nel 2022, ma sembrano fermi da allora. Tutto ciò va a mio discapito, perché il numero di persone che passa davanti alla pasticceria è diminuito drasticamente”. La situazione appena descritta sembra essere una piaga che coinvolge molti degli esercenti presenti a Lorenteggio. Stefano, però, non ci sta e alza la voce: “Ho già chiamato decine di volte in Comune per avere rassicurazioni circa le tempistiche dei lavori, ma ho sempre avuto risposte insoddisfacenti. Stai certo che non mi fermerò, a costo di chiamare le Iene o Striscia la Notizia”.