L’Australia fa un notevole passo in avanti promulgando questa legge, ma ci domandiamo se questa sia la decisione corretta per regolamentare la società sul web. Spesso si sente nelle televisioni e si legge in giro che i social siano la causa di ansia e depressione negli adolescenti. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto a Matteo Lancini, docente dell’Università Cattolica e Psicologo esperto di adolescenti.
“Quali sarebbero gli studi e le ricerche che provano tutto ciò, che garantiscono al 100% che i social e internet siano la causa di depressione tra i giovani? Viviamo in un’epoca in cui accadono moltissime cose nel mondo e che hanno impatto sulle nuove generazioni: in Italia non si pensa al futuro e si ignorano aspetti da migliorare come la scuola che non è assolutamente adatta ai nuovi adolescenti. Si ignorano problemi reali ed è facile additare la causa di tutto ad Internet e ai Social”.
Alla luce di ciò vorremmo capire se anche in Italia e in Europa potrebbero arrivare misure del genere.
“Probabilmente sì. L’Australia ha fatto da capofila e nel nostro continente se ne parla già da tempo. Pensate che ad una audizione del Senato di giugno 2024 ho proposto di vietare l’uso dei social da 0 a 80 anni. Perché, dico io, se i social fanno male ai ragazzi, perché non dovrebbero far male anche agli adulti? Il problema, infatti, è l’oggetto Internet: molti fanno petizioni dicendo «Se vuoi bene a tuo figlio non devi dargli il cellulare». No! Al massimo sei tu che devi spegnerlo”.
Da fruitori di Internet e dei Social notiamo che da una parte si creano degli “standard” da rispettare per gli adolescenti ma, dall’altra, moltissimi individui, soprattutto adulti, si sentono legittimati a esprimere sempre la loro opinione, a volte anche con toni forti.
“Anche in questo caso non penso che il problema siano i social ma, al contrario, il problema è la società violenta in cui viviamo. È vero che i social non facilitano l’elaborazione del pensiero ma vorrei partire da un presupposto: Internet non è un oggetto tangibile come ne parlano molti. Internet è una società on life dove non c’è più distinzione tra vita reale e virtuale. Tutti gli episodi violenti che accadono sul web accadono anche nella vita di tutti i giorni. Non si può parlare dei social senza parlare di cosa succede a scuola ogni giorno, di come la politica usa i social, di come si governano i popoli, di dove va il mondo. Quando si capirà questo aspetto bisognerà prendere una decisione: nel primo caso la società torna fuori dall’online e quindi tutti dovrebbero spegnere internet immediatamente; oppure si accetta il fatto che le nuove generazioni devono crescere, costruire un’identità qui dentro. Invece si sceglie una terza via, la più comoda. Allora gli adulti non rinunciano al proprio smartphone e lanciano appelli perché vengano chiusi i social ai giovani dai loro profili social.
Quindi ci sta dicendo che questo divieto è paradossale?
“Nel mio linguaggio è una dissociazione, magari un paradosso. Siamo a metà tra dissociazione e ipocrisia”.
Ma è possibile che per questa legge sia stato fatto un ragionamento anche sulla dipendenza da social?
“Molti sostengono che ci sarebbe una correlazione tra l’arrivo nel mondo dello smartphone e la depressione adolescenziale. Ma le ricerche scientifiche sono cose serie: distinguono tra correlazione e causalità. Tutto ciò che fa il contrario non si può considerare ricerca. La dipendenza da Internet non è scritta in alcun manuale, neanche diagnostico, perché nessuno sa più come misurarla dato che viviamo on life”.
Quindi, in un certo senso, stiamo rifiutando il cambiamento?
Quando è più difficile costruire una società che faccia sentire ai ragazzi che c’è un futuro e che accetti di aver costruito l’on life, vietare, togliere, sempre ai ragazzi, mai agli adulti, fa capire molto. Ma quando arriverà una legge in Italia che obbligherà le scuole a fare le prove di maturità open Internet e con l’intelligenza artificiale? Questo servirebbe: obbligare gli insegnanti a fare delle prove open Internet ai ragazzi invece di perquisirli il giorno della maturità.