«Un cattivo sistema sanitario a costi altissimi. Dobbiamo abrogare l’Obamacare e sostituirlo con qualcos’altro». Era il 19 ottobre dello scorso anno e Donald Trump rispondeva così ad una domanda sulla riforma sanitaria di Obama, in occasione del terzo dibattito televisivo tra il tycoon e Hillary Clinton.

Un concetto che il neo presidente ha ripetuto durante tutta la campagna elettorale e confermato anche pochi giorni fa in un’intervista al Washington post: «Stiamo per presentare un piano che prevede un’assicurazione per tutti», ha detto Trump, aggiungendo che costringerà le case farmaceutiche a negoziare direttamente con il governo i prezzi applicati dai servizi pubblici Medicare e Medicaid.

La questione, però, non sembra così semplice, anche perché lo stesso Trump si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulla manovra. Resta dunque da capire in che direzione si muoverà il neo presidente, dal momento che non basterà cancellare l’Obamacare e i suoi effetti, ma bisognerà proporre un sistema alternativo di cui al momento nessuno sa niente.

L’unica certezza è che intanto, a inizio gennaio, entrambe le camere del Congresso hanno votato una risoluzione del budget che rappresenta un primo passo politico ufficiale verso il superamento della riforma di Obama.

Esistono soltanto due modi per attuare un sistema sanitario che copra tutta la popolazione, garantendo assistenza medica a chiunque Il problema maggiore, come evidenziato da un articolo del giornalista americano Paul Waldman, è che esistono soltanto due modi per attuare un sistema sanitario che copra tutta la popolazione, garantendo assistenza medica a chiunque: il primo è avvicinarsi a un modello statalista, in cui è il welfare a occuparsi di sostenere le spese per la salute di tutti i cittadini; il secondo prevede di applicare obblighi ancor più stringenti di quelli voluti da Obama, in modo da costringere ogni americano a stipulare un’assicurazione aumentando i controlli dello Stato. Come è evidente, entrambe le strade sono difficilmente percorribili, perché, da una parte, un modello statalista è evidentemente contrario ai principi repubblicani, dall’altra sarebbe ancor più assurdo che Trump accentuasse un aspetto molto criticato dell’Obamacare.

Bisognerà vedere se, quando Trump promette un sistema sanitario meno costoso rispetto all’Obamacare, si riferisce ad una diminuzione complessiva della spesa dello Stato o, piuttosto, alla singola spesa media di ogni cittadino.

Stando al credo repubblicano, la spesa pubblica è un baluardo da tenere sempre sotto controllo, dunque vien da pensare che la prossima riforma, messa a punto assieme al nuovo Segretario per la Salute e i Diritti Umani, Tom Price, tenterà di livellare i costi per i cittadini, riducendo la spesa per lo Stato.

Fino a che gli scenari resteranno poco chiari, però, non ci sono ipotesi da escludere. Quel che è certo è che, data anche l’importanza che ha avuto il superamento dell’Obamacare durante la campagna elettorale, la nuova riforma sanitaria sarà una delle sfide cruciali dei primi mesi di mandato di Donald Trump.