Nell’ultimo rapporto sulla libertà di stampa di Report Sans Frontiers il Messico si è collocato al 148 posto su 180. Le violenze e gli omicidi contro i giornalisti non si fermano. Raul Espinoza è stato l’ultimo reporter ad essere stato ucciso per la sua professione. A luglio il suo corpo è stato trovato in un appartamento a Città del Messico insieme a quattro donne, torturato e giustiziato con un colpo al testa.
Monica Campbell racconta che fare i giornalisti investigativi in Messico è da tempo un mestiere in cui la morte è una paura con cui confrontarsi quotidianamente. Nonostante i timori e le violenze il Paese del Tricolor sta diventando un laboratorio per dar vita forme di giornalismo investigativo che permettano di lavorare in sicurezza e in libertà. Si stanno formando dei piccoli “cartelli” in cui giornalisti freelance si riuniscono per fare inchieste. L’alleanza garantisce che i prodotti finiti abbiano maggior visibiltà e non siano censurati o fatti finire nell’oblio.