“Alec Baldwin è morto”. Questa frase è palesemente falsa perché il famoso attore americano è vivo e vegeto . Tuttavia questa bufala, sotto forma di pubblicità, è comparsa settimana scorsa in un editoriale online del New York Times.
Uno dei principali vie attraverso le quali si diffondono queste notizie è proprio Facebook, che però è pronto ad apportare dei correttivi ai propri algoritmi. La situazione invece è più complicata per gli editori. Infatti la maggior parte delle testate ha pochissimo controllo sulle pubblicità che appaiono sui propri siti perché si affidano per questo servizio a società terze.
Michael Stoeckel, ex-vicepresidente della sezione pubblicità del NyT propone, come soluzione per limitare la diffusione delle bufale sulle pagine delle testate, quella di monitorare le pubblicità che hanno un alto volume di traffico e di click-through rates perché spesso sono segnali di link ingannevoli.