All’angolo tra viale Monza e via Luigi Pasteur, in zona Nord-Est di Milano, c’è un pezzo di Brasile che vive e lavora. Questa è la storia di Caio, nato e cresciuto a San Paolo ma trasferitosi da tempo ormai nel capoluogo lombardo. È una rincorsa lunga la sua, dato che una parte importante della sua famiglia è italiana, ma i genitori sono della capitale brasiliana. L’Italia è dunque sempre stata nel suo destino, che si è manifestato quando c’è stata l’opportunità di venire nel Bel Paese per lavorare nel bar di famiglia anni fa. Il suo italiano è perfetto, pure l’accento e quasi gli sfugge qualche tocco di dialetto milanese. Ha 24 anni e lavora nel bar insieme alla zia, che aiuta in tutte le mansioni che riguardano un’attività di questo genere.
“Anche se siamo in periferia, la zona comunque è molto frequentata. Viale Monza mi piace perché tranquillo”, dice Caio. Qualche via più in là, invece, c’è Via Padova, “un po’ più movimentata, più pericolosa, secondo me. Hanno anche ucciso un ragazzo non molto tempo indietro”, aggiunge. Purtroppo, un anno fa, Caio è stato vittima di una rapina proprio nel suo bar. “Hanno forzato la serranda rompendo il vetro e si sono portati via la cassa”. Questo avvenimento però non lo ha scoraggiato a continuare nel suo lavoro e nella sua attività condivisa con la famiglia, ma anzi Caio accoglie ogni cliente col sorriso tra un caffè e un piatto caldo, dato che c’è anche l’angolo rosticceria all’interno, che è “la specialità del bar”, dice.
L’obiettivo di Caio è cercare di affermarsi in questo contesto, creando una rete fissa e numerosa di clienti. Nel futuro non sa se resterà sempre nella zona attuale con lo stesso bar, ma l’idea di poter crescere c’è. “Mi piace stare a contatto con la gente e conoscerne di nuova quotidianamente”. E dal suo modo di fare c’è da credergli. Al momento, però, Caio si sente più brasiliano che italiano, nonostante la numerosa parte tricolore presente in famiglia. “Sono nato a San Paolo, è il mio luogo di nascita. Qui però mi piace per davvero”. La città brasiliana ha varie comunità italiane presenti, e si stima che quasi la metà dei suoi abitanti abbia almeno un antenato italiano. Caio ha fatto il tragitto inverso e ha tutta l’intenzione di restare.