Le rivelazioni di Snowden e la più recente diatriba tra FBI e Apple hanno alzato l’interesse generale dell’opinione pubblica sul tema della privacy. La sicurezza dei dati privati riguarda da vicino il settore dell’informazione. Nonostante molti giornalisti ritengano di nn avere nulla da nascondere è sempre consigliabile ricorrere a delle misure che ci rendano meno vulnerabili da possibili attacchi esterni.
Il Prof. Dariusz Jemielniak e il giornalista Tim de Gier hanno scrittouna guida cha aiuta i reporter a districarsi tra parole oscure ai più come criptografia, Tor e reti VPN. Jemielniak e de Gier individuano tre aree tematiche consigliando software e apps per rendere più sicure e meno vulnerabili i dati e le comunicazioni.
Si parte proprio dall’abc. Per proteggere i propri account è necessario avere delle password sicure. I consigli sono quello di non utilizzare un’unica password per i diversi account e creare password alfanumeriche. Inoltre può essere utilizzare affidarsi ad un password manager, un software che conservi e organizzi tutte le chiavi d’accesso degli account.
Un altro aspetto da tenere in conto è la sicurezza in internet. Se si vuole navigare nella rete senza che è una terza parte conosca la cronologia e la geolocalizzazione esistono motori di ricerca come DuckDuckGo o StartPage che non indicizzano i dati dell’utente. Il passaggio successivo è quello di dotarsi di una VPN. Installare sul computer una rete virtuale privata significa che i service providers di non conoscere quali dati sono trasmessi sulla rete.
Ultimo suggerimento riguarda le mail criptate. Per potere avere una scambio sicuro e non vulnerabile è necessario criptare la corrispondenza digitale. Utilizzando programmi appositi come Pretty Good Privacy che trasforma un testo comprensibile in una sequenza di lettere e numeri incomprensibili per chi non è in possesso delle chiavi di decriptazione.