Alzi a mano chi a otto anni voleva leggere il giornale comprato dalla mamma o dal papà. Se qualcuno di voi la tiene abbassata, me compreso, non deve vergognarsi. È in buona compagnia di tutti quelli che preferivano i cartoni, dare quattro calci a un pallone, o andare al parco giochi. Molte di queste attività sono ancora valide per i grandi, ma se gli adulti possono ancora giocare a calcio, i bambini possono informarsi su quello che accade intorno a loro. Ebbene sì, le notizie non sono riservate solo a chi ha un mutuo da pagare.
Il mondo dell’informazione da qualche tempo si è aperto anche ai più piccoli e il podcast KidNutz, inventato circa due anni fa, è l’esempio più evidente. Il suo obiettivo è semplice: informare i bambini con un linguaggio a loro accessibile. “L’idea mi è venuta quando mio figlio di otto anni si è avvicinato alla copia del New York Times che avevamo sul tavolo”, dice Stephanie Kelmar, una delle ideatrici del podcast. Eccolo lì, lo abbiamo trovato il genio che non guardava i Pokemon. Bravo lui.
La durata del podcast KidNutz è di dieci minuti e le notizie possono variare. Si passa dall’attualità alla politica, fino a temi legati alla scienza e al racconto di storie positive, quali iniziative di volontariato e aiuto nei confronti degli animali. Al termine di ogni episodio inoltre c’è un quiz per verificare quello che si è imparato Gli ascoltatori sono bambini che vanno dagli 8 ai 12 anni, ma anche più giovani fino a cinque anni. Kelmar sostiene che gli ascoltatori sono decine di migliaia ma è difficile capire effettivamente quanti bambini lo ascoltino realmente. Molti fruitori del podcast sono insegnanti e, nonostante il podcast sia statunitense, con un focus quindi sulle tematiche locali, molti ascolti vengono anche da oltreoceano.
Se all’inizio il podcast era pensato per monetizzare, ora è totalmente gratuito. Le quattro fondatrici Stephanie Kelmar, Rosemarie Shwartz, Tori Campbell, Kimberly Hunter lavorano su base volontaria e si confrontano con esperti di insegnamento e di diritto per confezionare al meglio il prodotto. I rischi del mondo del web per i bambini sono molti, ma è un dato di fatto che siano sempre più immersi nelle novità del mondo tech. KidNutz vuole coinvolgerli senza esagerare, per fargli conoscere il mondo in modo positivo e sicuro. Un’alternativa ai Pokemon che non può fare male e che cerca di creare oggi i lettori di domani.
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