La grande festa nerazzurra inizia durante il derby del 22 aprile con i gol di Acerbi e Thuram che hanno fatto volare l’Inter alla conquista della seconda stella: la partita finisce 2-1 per il biscione e la gioia esplode in tutta la città. Da San Siro i tifosi si affacciano dagli spalti quasi come se volessero entrare in campo e i tradizionali cori risuonano sempre più forti per omaggiare la squadra. Il boato di giubilo parte da ogni angolo di Milano: nei ristoranti, per le strade e dalle case l’unica cosa che si riesce a sentire sono gli inni interisti accompagnati dai clacson delle automobili come base musicale. Bambini, adulti e famiglie corrono ai piedi della Madonnina e si uniscono in un’unica onda tinta dei colori del “cielo e della notte”. Il pavimento di piazza Duomo trema e l’abbraccio dei tifosi si unisce in un tutt’uno. “C’è una nuova stella che brilla per le strade” cantano Tananai, Madame e Rose Villain nel loro nuovo singolo “Ho fatto un sogno”, scritto per celebrare un evento che non capitava dal 1966.

L’abbraccio festoso dei tifosi prosegue durante la settimana fino a domenica 28 aprile, quando i giocatori, a bordo dei pullman scoperti con la scritta “campioni d’Italia”, sfilano trionfanti per le vie della città. Da San Siro fino a piazza Duomo è un’unica parata neroazzurra: Inzaghi e i suoi uomini lasciano il Meazza alle 16, circa due ore dopo il triplice fischio della partita contro il Torino. L’arrivo sotto la Madonnina, programmato per le 22, avviene solo alle 23.

La lunga attesa

C’era chi ha seguito i campioni d’Italia fin da San Siro e chi invece attendeva trepidante sotto la Madonnina già dal pomeriggio per essere in prima fila. Immancabile, ovviamente, lo smartphone con il collegamento al percorso dei bus per rimanere costantemente aggiornati sulle varie tappe della squadra.

È stata proprio piazza Duomo il cuore pulsante della festa che si è prolungata fino a tarda notte. Muoversi era praticamente impossibile: il centro era paralizzato. Non si è mai vista una quantità così esorbitante di gente a Milano. I tifosi si sbracciavano per cercare di salutare i loro idoli, le bandiere di ogni dimensione sventolavano alte in una tipica giornata primaverile. Tra la folla sbucavano striscioni con frecciatine agli storici rivali rossoneri e cartonati di scudetti giganti con sopra due stelle gialle. C’erano persone arrampicate addirittura sui lampioni e sulle ringhiere della metro. Persino la statua di Vittorio Emanuele II è stata presa d’assalto per dominare con lo sguardo la marea nerazzurra di circa 400mila persone. 

Gli sguardi erano tutti rivolti verso la terrazza della Galleria. Prima dell’arrivo dei Campioni d’Italia, numerosi tifosi vip si sono affacciati a guardare la folla. C’erano Tananai, il duo Merk & Kremont e persino il presidente del Senato Ignazio La Russa, che non ha mai nascosto la sua fede nerazzurra: sciarpa sventolante, saltelli, cori e telefonino per immortalare la piazza. È stato poi il turno di una leggenda: Javier Zanetti. L’ex capitano è salito più volte sul balcone a lato della terrazza partecipando ai cori che partivano da più in basso: per lui è il secondo scudetto da dirigente.

image00007La festa ha avuto la capacità di riunire sotto un’unica bandiera tutte le generazioni: dalle più piccole alle più grandi. C’erano genitori che portavano sulle spalle i figli piccoli: i loro volti dipinti con i colori della squadra del cuore e consapevoli di aver vissuto attimi di storia che ricorderanno a lungo. C’erano anche i giovanissimi tra cui un bambino di un anno e mezzo, Riccardo. Il suo papà , scherzando, ci dice: «La sua prima parola non è stata mamma. E’ stata Inter».

La lunga attesa deve essere ingannata in qualche modo: ragazzi e ragazze si improvvisano coordinatori di balli e di cori. Poi si canta, ci si tiene per mano e  ci si abbraccia. Petardi e fuochi d’artificio a ogni ora del giorno sono gli ingredienti essenziali e più scenografici di questa lunghissima festa popolare. I fumogeni vengono accesi in ogni angolo della piazza e il loro fumo riesce ad oscurare l’intero Duomo. Le trombette riempiono il silenzio tra un boato e l’altro. Gli store dell’Inter si prolungano in code chilometriche e la gente per le vie si saluta come se tutti fossero amici da una vita. C’è anche chi per strada cerca di fermare le persone per vendere bracciali di stoffa.  

La trepidazione finisce intorno alle 23 quando da via Mengoni i due bus scoperti raggiungono la Madonnina: a scortare i campioni, oltre che le forze dell’ordine, è tutto il tifo organizzato interista. In testa al primo pullman ci sono Dimarco, Acerbi, capitan Lautaro e Barella con microfoni e bandiere.

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I tifosi applaudono con le braccia verso il cielo, totalmente tese verso i giocatori. “Campioni dell’Italia siamo noi:, il coro dura fino a quando il corteo si ferma alla sinistra del Duomo. Oltre all’inno interista, i fischi e le trombe completano l’atmosfera. “Olè, olè, olè”: la festa raggiunge il suo apice.

Il bilancio di stagione

Il campionato dell’Inter è stato perfetto. Gli appassionati non riescono a dimenticare almeno due partire, rimaste nel cuore: «C’è sicuramente Inter-Milan che è finita 5-1 sotto il diluvio di settembre», commenta Luca. Suo papà, Andrea, concorda e aggiunge: «Anche quest’ultimo derby è stato memorabile, soprattutto considerando che ne abbiamo vinti sei, ma ricordo con molto affetto anche Inter-Juve». Sulle 34 partite finora disputate, gli uomini di Inzaghi hanno portato a casa 28 vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta. «Lautaro è sicuramente uno dei migliori giocatori della stagione», commenta Michael, ma l’elenco è lungo. Michael prosegue: «Insostituibili anche Mkhitaryan, Barella e Cahlanoglu». L’estate in cui la scalata al titolo ha preso forma non era stata delle più semplici: i tifosi si erano sentiti traditi da Lukaku, a un passo da un riscatto praticamente dato per certo e che poi è sfumato a causa delle segrete trattative con le rivali dirette, tra cui la Juventus. Thuram ha spostato il tema di discussione da Lukaku verso orizzonti più piacevoli: infatti, lui con i suoi 12 gol ha certamente contribuito alla conquista del tricolore.

Il grande denominatore comune è dato dall’emozione che suscita il tifo per una squadra. Dalla mattina alla sera i colori del cielo sono cambiati, ma il tifo è aumentato: i supporter hanno presenziato al passaggio dei pullman che si muovevano a passo d’uomo. L’allegria per celebrare questo evento è diventata contagiosa: la seconda stella è un appuntamento storico, tanto che a presenziare all’evento c’erano anche fan di altre squadre, magari rivali, ma chè per amore dello sport o del dovere di cronaca hanno deciso di unirsi alla grande festa.