Lo sosteneva anche il filosofo Arthur Schopenhauer: la musica è un linguaggio universale. Non siamo più nell’Ottocento, ma l’osservazione è tuttora valida. Melodia, armonia, ritmo e timbro formano un organismo dotato di vita propria, che supera i confini geografici e media l’incontro tra nazionalità e culture diverse, in un mondo in bilico fra integrazione e paura del diverso. Sembrano solo belle parole, eppure in un angolo del quartiere Stadera, periferia sud di Milano, tutto si fa concreto, in carne e ossa, con decine e decine di bambini che non si fanno problemi per il colore della pelle, la forma degli occhi, la diversa provenienza. A loro interessa ‘azzeccare’ la nota giusta, cantare all’unisono e soprattutto divertirsi stando in compagnia.

Il maestro Andrea Carnevali

Nella scuola primaria di via Palmieri sono conosciuti come il Coro dei leoni, un vero e proprio esempio di inclusione sociale in una zona nota mediaticamente per criminalità e degrado. Nato nel settembre 2013 su iniziativa di alcune insegnanti, il gruppo è diretto dal maestro pianista Andrea Carnevali, che con energia – e la giusta dose di pazienza – segue i piccoli durante le prove. Ogni bambino è in grado di cantare in circa venti lingue diverse, dall’italiano allo spagnolo, dall’inglese al francese, fino al russo, turco, filippino e così via. Qui la multietnicità è un punto di forza, un motivo di orgoglio, come spiega al nostro sito la professoressa Elena Massironi, vicepreside dell’istituto: «Il Coro dei leoni è il nostro fiore all’occhiello. Siamo riusciti a unire in maniera piacevole culture e provenienze diverse nella gioia della musica». Che sia un brano di Phil Collins, ex voce dei Genesis, o di Fabrizio De André, il risultato non cambia: quelle ore pomeridiane passate a cantare rappresentano un’occasione per socializzare ed ‘esorcizzare’ le proprie difficoltà. «Alcuni bambini, infatti, hanno storie abbastanza pesanti alle spalle, mentre altri hanno una vita normale. Il bello è proprio questo: stare assieme senza pensare a nient’altro se non al piacere, appunto, di stare assieme».

La funzione educativa, terapeutica e di sostegno all’integrazione svolta dalla musica è ben conosciuta, e per questo promossa, non solo da Massironi – che suona flauto dolce e traverso – ma anche dalla professoressa Paola Maria Tirone, preside dell’istituto, membro dal 1986 del coro Anonymi cantores e pianista. Entrambe le dirigenti sono felici di vedere i ‘loro’ bambini partecipare a manifestazioni nel quartiere di Stadera e nel capoluogo lombardo, tra cui la marcia antirazzista People dello scorso 2 marzo, o a tenere piccoli concerti al Mudec (Museo delle culture), al Forum delle politiche sociali e a BookCity Milano. Anche i piccoli ‘leoni’ sono contenti, tanto che durante le consuete prove – da cui magzine.it ha estratto un videoracconto fotografico – non smettevano di urlare: «Siamo la Palmieri e siamo fieri».