Precisamente 80 anni fa, il 25 aprile del 1945, dopo l’appello a radio Milano Libera da parte di Sandro Pertini, allora membro del Cln, i partigiani italiani riuscirono nella difficile impresa di prendere il controllo della città e di liberarla dall’occupazione nazifascista. Proprio in occasione dell’ottantesimo anniversario della liberazione d’Italia, proprio a Milano si è tenuta una delle più grandi manifestazioni degli ultimi anni.

Al consueto ritrovo tra le fermate di Porta Venezia e Palestro, secondo le stime dell’Anpi, si sono presentate più di 90 mila persone: «Il bilancio non può che essere positivo», ha commentato il presidente della sezione milanese Primo Minelli. «È stata una manifestazione unitaria, partecipata, pacifica e antifascista». Un po’ più basse le stime ufficiali della questura, che parlano di 60mila partecipanti. Il corteo si è diretto verso piazza Duomo, passando per corso Venezia, piazza San Babila, corso Matteotti, piazza Meda, via Catena, largo Mattioli, via Case Rotte, piazza della Scala, via Santa Margherita e infine via Mengoni.

Il raduno dei Giovani palestinesi

Due ore prima della via ufficiale alla manifestazione, i Giovani palestinesi d’Italia (Gpi), congiuntamente con la Rete No DDL Sicurezza e altre organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa, si sono presentati all’incrocio di via Palestro, cercando di ottenere la testa del corteo. «Riteniamo inaccettabile che nel corteo antifascista trovino spazio anche figure e gruppi che rappresentano il sionismo, il colonialismo e la guerra», si legge sul lancio pubblicato sui canali social, «Non può esserci spazio, in una giornata come questa, per chi sostiene l’oppressione del popolo palestinese, per chi legittima bombardamenti, genocidio e occupazione. Non può esserci spazio per i guerrafondai, per chi usa la parola ‘Resistenza’ solo quando fa comodo e la calpesta ogni giorno nella realtà».

Subito dietro si è presentato lo spezzone dell’Anpi, che è solito aprire il corteo del 25 aprile a Milano ogni anno e intorno al quale si riuniscono anche tutti i rappresentanti istituzionali. I colloqui tra Gpi e Anpi, insieme alla questura, hanno poi portato a un accordo: come di consueto, la testa del corteo è stata lasciata all’Anpi – con il presidente Minelli e accanto a lui il sindaco Beppe Sala – mentre i Gpi si sono posizionati subito dietro, rimanendo in una posizione avanzata all’interno del corteo.

La partecipazione della brigata ebraica

Poco dopo la partenza, lo spezzone della brigata ebraica con le bandiere di Israele si è inserito dietro alla Cgil, scortato da un doppio cordone di sicurezza composto da polizia locale e City Angels. Presenti insieme a loro anche diversi politici, tra cui la deputata del Pd Lia Quartapelle, l’ex deputato Emanuele Fiano, il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova, la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini e il consigliere comunale di Azione Daniele Nahum.

«Noi non vogliamo provocare. Loro verranno con striscioni e bandiere, ma è la festa di tutti, della Libertà e ognuno la ricorda come crede», ha commentato Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano. Nonostante le parole di Meghnagi, la partecipazione della brigata è avvenuta con forti tensioni. Non sono infatti mancate le contestazioni da parte dei manifestanti: alle grida “assassini”, “Netanyahu terrorista”, e “Israele criminale”, i manifestanti della brigata ebraica hanno replicato attaccando i “terroristi di Hamas”. Qualcuno ha anche affermato che “la Palestina non esiste”.

Interventi in piazza Duomo

Diversi gli interventi delle figure istituzionali sul palco di Piazza Duomo, a partire dal sindaco Beppe Sala e Primo Minelli presidente Anpi, che nei loro discorsi hanno ricordato Papa Francesco e hanno contestato le parole del Ministro per la protezione civile Sebastiano Musumeci, che nei giorni scorsi, al termine del Consiglio dei ministri, ha dichiarato: «Tutte le cerimonie sono consentite, tenuto conto del contesto e quindi con la sobrietà che la circostanza impone». Presente anche sul palco Sandra Gilardelli, la cosiddetta “partigiana centenaria”, che a luglio compirà esattamente cento anni: «Ero figlia di un antifascista: per me è stato normale schierarmi con chi ha preferito andare sui monti e fare la guerra per avere la libertà e la democrazia. Per me è stato naturale affiancarmi a loro. Era nel mio animo, e ancora adesso – ha detto – se sento parlare di fascismo, vi garantisco che tremo». Anche il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini è intervenuto sul palco, accolto da applausi e cori come “Ora e sempre resistenza!”, ma anche da fischi e contestazioni, con alcuni manifestanti che urlavano “Fallo qualche sciopero!”.