Tre anni e mezzo fa il giornalista e professore Matt Waite, finanziato dalla borsa di studio messa al bando dalla Knight Foundation, creò, in collaborazione con l’Università del Nebraska, il Drone Journalism Lab, un progetto nato con il proposito di erigersi a punto di riferimento nel piccolo, ma in crescita, panorama del giornalismo che utilizza droni aerei per il reporting.

Però, per problemi di legislazione, che negli Stati Uniti non permettevano l’utilizzo di droni per fini commerciali, il progetto era stato abbandonato.

Quest’anno, però, entro la primavera del 2016, la Federal Aviation Amministation (FAA) ha comunicato che ha intenzione di modificare la legislazione, aprendo così a notevoli possibilità per lo sviluppo del fotogiornalismo americano che utilizza i droni per la ripresa di immagini aeree.

Le potenziali applicazioni dei droni al giornalismo sono molto varie, dal monitoraggio dell’inquinamento dell’aria, come è stato sperimentato in una discarica di Nairobi, alla sorveglianza delle pubbliche infrastrutture.

La FAA ha, inoltre, annunciato che ha permesso più di tre mila esenzioni, che consentono l’utilizzo di droni per scopi commerciali, a tutti gli operatori di droni che sono dotati di una licenza aerea e alcune di queste esenzioni sono state concesse ad alcune testate televisive come la CNN che impiegano i droni per i propri servizi televisivi e le previsioni del tempo.

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