Da studente di economia a giovane reporter il passo è breve in situazioni d’emergenza. Quando gli inviati scarseggiano e la voglia di raccontare la propria storia aumenta, ecco che il citizen journalist avanza. È quello che ha fatto Emanuel, ragazzo svedese venuto a Milano due anni fa per frequentare la facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
«Il direttore di una radio nazionale, la Sveriges Radio, ha letto un mio post su Facebook e mi ha poi contattato chiedendomi un’intervista»
La sua avventura da corrispondete dall’Italia ha avuto inizio a fine febbraio, all’esplosione della crisi Covid-19 in Lombardia. Galeotto è stato un commento su Facebook all’interno di un gruppo che riunisce svedesi a Milano. «Ho risposto ad un ragazzo che chiedeva maggiori informazioni riguardo la situazione che si stava vivendo» ci racconta «Il direttore di una radio nazionale, la Sveriges Radio, ha letto ciò che ho scritto e mi ha poi contattato chiedendomi un’intervista. Non ci ho pensato due volte. Mi sono detto “allo stesso modo in cui racconto ai miei amici ciò che sto vivendo, così posso condividere la mia esperienza anche con un giornalista”».
Emanuel però non si è fermato ad alcune note vocali e brevi interviste telefoniche. Il passo avanti è stato quello di proporsi spontaneamente anche ad una delle maggiori testati svedesi, l’Aftonbladet. Il giornale non solo ha chiesto lui di rispondere ad alcune domande ma anche di realizzare video per fare della sua testimonianza un piccolo reportage. Vestire i panni del giornalista, si sa, alle volte però non è semplice e in tempi come quelli attuali può comportare il rispetto di tempistiche serrate. «Il problema è sorto quando mi hanno chiesto l’invio del materiale concordato entro due ore. Avevano fretta ma non per questo ho rinunciato all’impresa. Così sono subito uscito di casa e in sella alla mia bici sono andato in giro per la città a realizzare video con il cellulare».
Tra immagini della metro e di tram vuoti, di turisti con indosso la mascherina e di luoghi simbolo di Milano, Emanuel ha portato a casa il proprio servizio «non senza – ammette – un piccolo aiuto esterno». «Avevo un’idea precisa per il racconto così ho chiesto ad una mia amica alcuni video ritraenti l’assalto dei supermercati del giorno prima». Non così soddisfatto del risultato finale – «Non pensavo pubblicassero realmente il mio lavoro» – Emanuel si è poi ricreduto quando amici e parenti hanno iniziato a contattarlo perché apparso sul sito della testata. Un bilancio finale? Un bel reportage e, per il futuro, un “piano b” assicurato nel mondo del giornalismo.
Per vedere il reportage di Emanuel, Aftonbladet