Paolo Borsellino diceva che “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. La mafia è una delle piaghe che continuano a infettare il nostro Paese. Di sicuro non basta una giornata come il 21 marzo, dedicata alla memoria delle vittime di mafia e all’impegno che hanno sottoscritto, per risolvere il problema, perché il coraggio di fare la cosa giusta scompare di fronte alla paura. Ma ci sono persone che la mafia l’hanno sfidata e hanno pagato il loro coraggio con la vita. Riteniamo doveroso offrire un posto speciale a questi eroi italiani per un giorno come questo, perché l’esempio di queste persone non passi inosservato nella memoria collettiva. Il fenomeno mafioso è ancora radicato e per distruggerlo non si può usare il compromesso. E’ una lotta tra il bene e il male. E tutti devono decidere da che parte stare.
Segreti di Stato-Portella della Ginestra (2003)
Dopo la morte di Salvatore Giuliano – il bandito siciliano che fu alleato del Movimento indipendentista siciliano, anti-unitario e anti-nazionale, con molte relazioni con la criminalità ordinaria e con la mafia, nella Sicilia del dopoguerra – si istruisce a Viterbo il processo per la strage del primo maggio di Portella della Ginestra, in cui undici braccianti comunisti siciliani furono uccisi e altri ventisette rimasero feriti dalla banda di Giuliano. Mentre il processo continua, Gaspare Pisciotta, braccio destro di Salvatore Giuliano, rivela in segreto al suo avvocato dei particolari nascosti che rivelano come la strage sia stata orchestrata dall’alto, con la complicità di politici reazionari, di mafiosi e poliziotti (e financo degli Stati Uniti): una “trinità”, come la descriverà lo stesso Pisciotta.
Fonte: Wikipedia
Qualunque cosa succeda (2014)
Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese. Non è un eroe ma un semplice padre di famiglia dedito al suo lavoro. La sua vita cambia quando viene nominato Commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, di proprietà del finanziere Michele Sindona, legato mani e piedi alla mafia. Giorgio lavora al fianco del maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre per ricostruire il sistema di truffa che Sindona aveva messo in atto per salvare la sua banca. Le conclusioni a cui Giorgio giungerà saranno sconcertanti e porteranno alla scoperta di un sistema fraudolento che coinvolgeva anche i massimi vertici della politica. Giorgio pagherà cara la sua dedizione alla giustizia.
Fonte: Movieplayer.it
I cento passi (2000)
Cosa vuol dire essere figlio di un mafioso? Potere, rispetto. Eppure per Peppino Impastato la mafia è solo “una montagna di m…”. Ciò lo porta a sfidare il potente capomafia di Cinisi Gaetano Badalamenti, la cui casa dista solo cento passi dalla sua. Deciso a combattere “don Tano Seduto”, Peppino dà vita a Radio Out, con la quale combatterà la sua battaglia fino alla fine della sua giovane vita.
Fonte: IMDb.com
Il Traditore (2019)
Non si è mai considerato un pentito. E sosteneva che non era lui a tradire Cosa Nostra ma che era Cosa Nostra ad aver tradito se stessa. Non ne voleva più sapere di un comportamento mafioso che non era più “quello di una volta”. Tommaso Buscetta, “don Masino” o “il doss dei due mondi”, decide di collaborare con lo stato italiano per abbattere la mafia siciliana. Parlerà al giudice Giovanni Falcone, avvertendolo di una cosa: “Signor giudice, noi dobbiamo solo decidere una cosa. Chi tra noi due morirà per primo”.
Fonte: Mymovies.it
Io vi perdono ma inginocchiatevi (2012)
Il titolo richiama le strazianti parole pronunciate ai funerali di Giovanni Falcone, della moglie Fracesca Morvillo e dei quattro uomini della loro scorta, da Rosaria Costa, vedova dell’agente ucciso Vito Schifani. Il film dà spazio a un tema marginale: la vita degli uomini di scorta. Sono uomini che proteggono personaggi nel mirino dei mafiosi, e ogni giorno rischiano la vita; una vita vissuta in prima linea, in anonimato, senza l’adeguato riconoscimento. E il cui prezzo viene pagato dalle loro famiglie.

Fonte: Tvblog.it



