I più grandi apneisti hanno raccontato cosa significa stare in acqua per anche cinque minuti. C’è una prima fase che tutti noi possiamo provare: trattieni il respiro e ti immergi fin quando senti un certo dolore ai polmoni. I più, in quel momento, risalgono in superficie. Ed è invece in quell’istante che l’apneista rimane in acqua. Sa bene che, in realtà, quel dolore è solo psicologico, quasi auto-inflitto. Una sorta di membrana protettiva che la nostra mente applica per proteggere la propria persona, quando, in realtà, c’è ancora aria utilizzabile nei polmoni. Superata questa fase critica, si presenta un nuovo pericolo, forse il peggiore: svenire ed affogare in acqua. Solo l’apneista può sapere qual è il suo limite. Un secondo di troppo è sufficiente per affondare.

“Niente dura, vedi, neppure i pensieri dentro di te. E non devi sprecare tempo a cercarli. Quando una cosa sparisce, finisce”.

Un viaggio infernale, un viaggio nell’intimo. Un viaggio dantesco, in cui la protagonista, Anna Blume, si ritrova, senza ricordare i primi passi. Il Paese delle ultime cose dello scrittore americano Paul Auster, appena deceduto a causa di una lunga malattia, è una città scura e tetra. Un’atmosfera di morte invade la scena. Uno scenario distopico il cui odore penetra e sconvolge la mente. Come un apneista, Anna si lancia in quell’abisso che fa paura. La parte più razionale e auto-conservativa prova a frenarla. “Lasciate ogni speranza, o voi ch’intrate”, si leggeva alle porte dell’Inferno. Anna Blume si dice che non vale la pena di perdere tempo a rivangare quei ricordi e quei pensieri, ormai dimenticati e, di fatto, spariti. Ci sono momenti della vita in cui ci vengono mostrate due porte. La prima ci presenta una realtà superficiale, di irrilevante felicità: un mondo bellissimo fatto di sogni e pie illusioni, ma anche di distrazioni e noia. La seconda porta nasconde, invece, un panorama completamente diverso: buio e misterioso, pieno di dubbi e malinconia, nel quale sono proprio le ultime cose, quelle dimenticate, ad essere rilevanti.
Anna Blume trattiene il respiro e si immerge fino a superare quel dolore fisico e psicologico che costringe i piu’ a salire in superficie.

“Non nego di essermi sentita sola nel mio angolo. Cose di questo genere possono talvolta condurti alla pazzia. C’è un dolore dentro di te, un orrendo dolore che grida a gran voce, e a meno che tu non faccia qualcosa non ci sarà mai una fine a questo”

Tutti hanno una storia da raccontare. Dubbi, pensieri, speranze e solitudine: si brancola nel buio. Ci si muove con circospezione, facendo un passo alla volta. Questa nuova realtà è un enigma irrisolvibile, in cui ognuno cerca un proprio cantuccio per osservare e indagare. Alzare lo sguardo e vedere il cielo. Talvolta può essere luminoso, altre volte grigio e coperto di nuvole. Anna osserva la pioggia cadere. In quel Paese piove anche se c’è il sole. Si guarda allo specchio, urla e piange. Vuole uscire da quel luogo. Le ultime cose la spaventano. Decide, quindi, di scrivere e raccontarsi. Decide di innamorarsi. Reagisce e trova dei modi per non dimenticare la sua storia e la sua identità. E per non finire vittima della nuova realtà che la circonda. Non vuole rimanere incatenata in un limbo, a metà tra la vita e la morte. Vuole mantenere un legale con il mondo. Ha paura di diventare, un giorno, come Gollum: perso nell’abisso del proprio io, senza via d’uscita.
Immersa nell’acqua, Anna è consapevole del pericolo che possa affogare.

“Smisi di cercare di essere qualcuno, – disse -. Lo scopo della mia vita divenne quello di staccarmi da ciò che mi circondava, vivere in luogo dove nulla potesse più ferirmi […] L’idea era di raggiungere l’indifferenza, un’indifferenza così potente e sublime da proteggermi contro ulteriori disgrazie”.

Anna riesce a fuggire da quel posto. Tra incertezze e pericoli, evade da sé stessa. La vecchia lei non esiste più: tutto ciò che ha visto l’ha cambiata irrimediabilmente. Ha dovuto affrontare sfide e avventure in cui poteva rischiare la vita. Dietro una membrana di cinismo, si cela una nuova consapevolezza: il coraggio nel mostrare il proprio Paese delle ultime cose. Fiera di chiamarsi Anna Blume, e questo è un pensiero incoraggiante, scappa per ritornare nel mondo di tutti i giorni.