Sulla porta d’ingresso c’è scritto in grande “Welcome to the institute of magic technologies”. E, in effetti, chi entra a BigRock ha a che fare sia con la magia che con la tecnologia più di chiunque altro. Da qui, da questa scuola in stile college americano incastonata nella campagna trevisana, escono tutti gli anni centinaia di ragazzi pronti a diventare i migliori 3D artist del domani; professionalità d’eccellenza che, con le loro avanzatissime competenze grafiche, artistiche e di progettazione, trasformano in realtà i sogni e gli incubi di ognuno di noi. Una formazione completa e a 360 gradi quella impartita agli oltre 300 alunni iscritti anche quest’anno a BigRock: sei mesi di corsi intensivi misurandosi con i più avanzati software di modellazione animata.

«L’idea di aprire BigRock mi è venuta 15 anni fa quando investire sulla computer grafica era come andare su Marte – racconta Marco Savini, fondatore della scuola –. Al tempo era una cosa abbastanza pionieristica e quelle tecnologie, così avanzate e a budget elevatissimi, erano ad uso e consumo dei soli ingegneri informatici. Però, ad un certo punto – più o meno in corrispondenza dell’uscita dei primi film della Pixar –, ci si è resi conto che la computer grafica è un’arte a tutti gli effetti e che, come tale, è capace di generare storie, colpi di scena ed emozioni». Ed è proprio questo che fa BigRock: forma artisti e sognatori, o meglio artisti-sognatori con i suoi tre corsi tematici di Computer Grafica, Concept Art e Virtual Reality. E non c’è da stupirsi che proprio la scuola di Treviso sia stata la prima struttura in Italia a scommettere sul mondo della computer grafica e della programmazione, come ricorda lo stesso Savini: «Siamo stati il primo training center a livello nazionale e questo ci inorgoglisce; ma quello che ci rende ancor più fieri è il fatto che i nostri ragazzi escono di qui e sono pronti per qualsiasi lavoro che necessiti di foto o video di cose che non esistono: può essere un film che richiede la produzione virtuale di astronavi o degli effetti speciali, o un dottore che vuole il modello di un’operazione prima di farla, o ancora la realizzazione di un videogioco sia in realtà virtuale che su monitor». Insomma, tutto ciò che ha a che fare con lo sviluppo 3D in computer grafica è pane quotidiano per i BigRockers.

Ma come si fa in soli sei mesi (e il più delle volte partendo da zero) ad accumulare un bagaglio di conoscenze tale da poter lavorare per colossi del cinema come la Pixar, Paramount, Fox o per enormi case di produzione di videogiochi come Nintendo, Ubisoft o Sony? Ce lo racconta Marco Giglio, preside di BigRock, mentre ci accompagna per le aule e gli spazi avveniristici della scuola: «Quando un ragazzo si iscrive da noi sa che questa scuola è costruita e pensata per tirare fuori il meglio da lui. Parliamo di corsi intensivi che seguono i ritmi serrati dei normali studi di produzione. Noi non richiediamo una preparazione di base: qui gli studenti non devono fare altro che credere in loro stessi e impegnarsi al massimo, al resto ci pensano i nostri docenti e le attrezzature che mettiamo a loro disposizione». E, in effetti, tutto in questo training center profuma di avanguardia e novità: dalle aule che ospitano tutti i giorni gli studenti munite dei più sofisticati software e hardware disponibili, alle sale cinema e videogames, passando per lo stupefacente spazio Holodeck basato sulla tecnologia dei visori e della realtà aumentata che permette di interagire a distanza e di toccare oggetti virtuali. «Una scuola tecnica come la nostra deve essere sempre, costantemente al passo coi tempi – riporta Savini –, dobbiamo fare in modo che i nostri studenti “premano i bottoni giusti”, cioè quelli di ultima generazione per poter uscire di qui e immettersi rapidamente nel mondo del lavoro: è per questo che cambiamo i computer e le attrezzature ogni sei mesi o, al massimo, ogni anno».

Lo spazio Holodeck:

E di lavoro per questi ragazzi ce n’è davvero tanto là fuori: non lo dicono solo i numeri e le statistiche –  il 70% dei BigRockers trova un’occupazione nel giro di sei mesi in Italia o nel mondo –, ma è evidenziato in modo palese anche dal Wall of Fame che accoglie i visitatori appena entrano a BigRock: due pareti interamente ricoperte da locandine di film ai quali hanno preso parte, con i loro sbalorditivi effetti speciali, molti degli studenti usciti da questa scuola. «Da Hollywood a Londra, dal Canada all’Australia, i nostri ex corsisti ora sono in giro per il mondo a lavorare per le più grandi società di produzione di pellicole cinematografiche – spiega Giglio mentre mostra con orgoglio i nomi dei ragazzi che hanno preso parte alla produzione di colossal come Avengers, Star Wars, Jurassic Park –. Possiamo dire che nel 90% dei film che escono al cinema ci lavorano i nostri studenti».

Corto realizzato dai BigRockers di Computer Grafica:

Ma le particolarità e le innovazioni di BigRock non si limitano solo alle attrezzature messe a disposizione dei ragazzi. È la filosofia della scuola ad essere fresca, dinamica e decisamente accattivante. Un esempio? Gli insegnanti sono tutti, rigorosamente ex-corsisti come ci spiega Lorenzo Busi, responsabile della comunicazione e dell’immagine della scuola: «Non è detto che un professionista sappia automaticamente insegnare e trasmettere conoscenze. Noi invece abbiamo la certezza di avere a che fare con delle persone che amano questo lavoro e che sappiano trasmettere quello che a loro volta hanno appreso quando erano studenti: li abbiamo osservati con attenzione e selezionati tra centinaia di corsisti per il carisma che hanno dimostrato e la capacità di lavorare in gruppo. Non assumiamo nessuno che non sia passato dai nostri banchi come studente». È il caso di Fabio, da quest’anno insegnante del master di Computer Grafica e, naturalmente, ex corsista: «La cosa più tosta è riuscire a immedesimarsi in ciascuno dei ragazzi perché ognuno farà degli errori diversi e avrà delle mancanze o delle lacune differenti. La difficoltà è proprio capire che gli errori che fanno loro non sono gli stessi che ho fatto io durante il master e, di conseguenza, non dare nulla per scontato».

Altra particolarità di BigRock è data dal team RED: un gruppo di 15-20 studenti, i migliori di ciascun corso, ai quali viene data la possibilità di rimanere nella scuola per altri sei mesi con il compito di formare una sorta di piccolo studio di produzione e con la possibilità di testare nuovi software e apparecchiature. «Lavoriamo sia ai progetti che ci richiede la scuola, sia a quelli provenienti da clienti esterni – racconta Alida, 18 anni e studente RED –. Più che seguire dei corsi con delle lezioni dobbiamo lavorare in team, ognuno con le sue caratteristiche e i suoi punti di forza: è un bel modo per immetterci già nel mondo del lavoro e nelle tempistiche lavorative». Tra di loro, va da sé, ci sono anche i futuri insegnanti della scuola.

Studenti

Da poco più di una settimana BigRock ha presentato due nuove Master class che si andranno ad aggiungere a quelle già presenti, come ci ha spiegato Savini: «Ci sarà un percorso di Computer grafica completamente in inglese e potranno accedervi da tutto il mondo; ma la grande novità è un corso interamente dedicato alla musica che è un’altra, importantissima componente della produzione artistica». “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare” scrisse Paulo Coelho. I sognatori di BigRock sono già pronti a prendere il mondo nelle loro mani e a stupirlo con le loro magie in 3D.