“Terra dei fuochi” è un’espressione alla quale siamo ormai abituati. Una terra sfruttata, usurata, inquinata. Una terra che fa ammalare le persone, che le uccide. Siamo, però, meno abituati all’idea che la terra dei fuochi non sia solamente una. Le terre dei fuochi in Italia sono molte, troppe: Brescia, Vicenza, Gela, Taranto, Augusta, Casale Monferrato.Le terre dei fuochi in Italia sono molte, troppe: Brescia, Vicenza, Gela, Taranto, Augusta, Casale Monferrato.

Queste storie di chi convive con l’acqua inquinata, il terreno che scotta e l’aria immonda sono state presentate da Silvia Tenenti durante il Festival dei Diritti Umani di Milano. La fotografa milanese ha viaggiato da Nord a Sud, dal Piemonte alla Campania, per documentare la vita e le sofferenze di chi deve scegliere tra la propria salute e il proprio posto di lavoro, la propria casa. Il suo progetto vuole mostrare le comunità che lottano ogni giorno per continuare ad abitare le proprie terre.

C’è chi, per sfuggire all’aria malata di Napoli, si è trasferito in campagna e dopo nove anni ha visto proprio figlio ammalarsi di tumore. C’è chi, ogni giorno, deve coprire il materasso di cellophane affinché non si depositino le sostanze inquinanti sul proprio letto. Madri che non mandano i figli a scuola quando il vento soffia dall’acciaieria, quella dietro casa in cui, magari, lavorano anche amici e parenti. Famiglie che non possono utilizzare l’acqua del rubinetto per cucinare e allevatori che non possono utilizzare la falda acquifera, tanto inquinata da avvelenare gli animali.

La soluzione al problema, come racconta Silvia Tenenti, è il movimento dal basso: unirsi e chiedere di essere ascoltati dalle istituzioni. I comitati sono la migliore risorsa contro lo sfruttamento dei territori abitati, per avviare il processo di bonifica, come è accaduto per lo stabilimento Eternit di Casale Monferrato – che nel 2020 sarà la prima città europea libera dall’amianto – o all’Ilva di Taranto, dove la battaglia è appena iniziata. Proprio la coesione sociale è stato il tassello mancante a Broni, ex sede della Fibronit, dove la popolazione continua ad ammalarsi.

La sfida del futuro sarà tramandare un pianeta “pulito”Questo percorso, appena iniziato per alcuni territori, e diventato una sfida vinta per altri, non deve fermarsi. La testimonianza di Silvia Tenente lo dimostra. Perché la resilienza è l’arma per vincere la vera sfida del futuro: tramandare a chi verrà un pianeta “pulito”.