Chi aspira ad essere il prossimo Maurizio Crozza oggi può frequentare la Comedy Studio, la prima scuola di stand-up comedy in Italia. Comedy Studio di Torino è la prima scuola di stand-up comedy in Italia, tra i suoi fondatori c’è Filippo Losito Si trova a Torino e tra i suoi insegnanti può vantare nomi come quello di Alberto Jona, fondatore insieme ad Alessandro Baricco della scuola Holden; Marco Guarena, esibitosi a Zelig su Canale 5 in prima serata nel 2011; il duo Gnomiz formato da Franco Bocchio e Stefano Gorno, che nel 2012-2013 erano nel cast televisivo di Zelig Off e Zelig Circus; il duo comico PanPers, entrati nel 2009 nel cast fisso di Colorado Cafè su Italia 1.

Tra i fondatori della scuola c’è anche Filippo Losito, un docente della scuola Holden, che però ha alle spalle una carriera da comico culminata con la partecipazione nel 2007 ai laboratori di Zelig e Colorado e al cast di “Scusate il disagio” con Beppe Braida. «L’idea di fondare una scuola di stand-up comedy in Italia – rivela Losito – nasce grazie all’iniziativa di altri miei tre colleghi comici con i quali ho condiviso vari anni di palcoscenico».

La stand-up comedy ha origine negli Stati Uniti, dove è presente dalla metà del secolo scorso, mentre in Italia è un po’ meno diffusa. «Io ho tradotto un libro di Eddie Tafoya – racconta Filippo –, si intitola Stand-up comedy. Il nuovo genere letterario americano. Nel libro si spiegano le ragioni storiche dell’affermazione della stand-up comedy negli Stati Uniti e questo ci permette anche di capire un po’ il ritardo di un certo tipo di comicità in Italia, che però, piano piano, sta emergendo anche da noi».

Losito è convinto che il comico e il tragico siano strettamente collegati: «La comicità nasce dalla tragedia, ossia ci deve essere un contenuto in qualche modo tragico che non si consuma». Filippo Losito: «La comicità nasce dalla tragedia, ossia ci deve essere un contenuto in qualche modo tragico che non si consuma» Per spiegare meglio questo concetto, Losito fa l’esempio della gag della buccia di banana: «Un tizio scivola sulla buccia di banana: se il tizio scivola e muore e ridiamo, siamo iper-cinici; tendenzialmente se il tizio scivola e non succede niente di grave, possiamo ridere. Quindi c’è un contenuto tragico, il tizio rischia di farsi male, ma non si fa male; nella comicità non accade di fatto nulla di grave perché la tragedia è solo sfiorata, ma la tragedia è presente. Definisco questo concetto la “permanenza del tragico nel comico”:  laddove la componente tragica è presente, il comico è in grado di sollevare, di riportare leggerezza al contenuto tragico».

A questo proposito viene citato Fantozzi: «Ad alcuni fa ridere, ad altri fa piangere. Ma Fantozzi è comico o no? Fantozzi è sempre Fantozzi, alcuni ridono, altri piangono, per quelli che piangono evidentemente permane la tragicità, per quelli che ridono invece l’elemento parodistico, di farsa, di critica, è più forte e la tragedia viene sublimata. Tuttavia il contenuto è lo stesso». Non deve stupire che persone diverse possano avere reazioni opposte di fronte allo stesso sketch comico perché, come spiega Losito, “la comicità è un fenomeno soggettivo: quello che fa ridere una persona può non fare ridere me, perché c’è una comicità che può indignare qualcuno e può piacere ad altri: non esiste una comicità universale”.

Se da una parte Losito ritiene che nella comicità possa esserci una componente genetica, dall’altra è convinto che i meccanismi comici possano essere insegnati: «Si può avere un talento innato, ma senza la tecnica questo talento innato potrebbe non emergere. Anche se in alcuni casi i talenti sono così straordinari che è impossibile che accada, non vorrei che passasse l’idea che basta il talento per fare tutto: anche nella comicità il talento può essere allenato, le tecniche possono essere apprese e il meccanismo comico può essere compreso e diventare replicabile».

In qualsiasi tipo di narrazione lo humor è, a detta di Losito, un elemento molto importante, perché è uno strumento per creare empatia:  In qualsiasi tipo di narrazione lo humor è un elemento molto importante, perché è uno strumento per creare empatia «Non è un caso se oggi sui social, sul web, lo humor sia uno degli esiti estetici che vanno per la maggiore, proprio perché crea una connessione emotiva in chi riceve il messaggio e non è un caso se anche opere drammatiche, o opere noir abbiano spesso un personaggio che alleggerisce la tensione». Losito sostiene che il riso sia come un interruttore: «O si accende o non si accende, o una cosa ci fa ridere o non ci fa ridere. Se qualcosa ci fa ridere in qualche modo noi siamo legati empaticamente alla fonte del riso, quindi riuscire a far ridere qualcun altro è come riuscire a portarlo dalla nostra parte, anche a livello biologico: quando incontriamo qualcuno che ci sorride e che ha un atteggiamento aperto nei nostri confronti tendiamo ad accoglierlo». Qualcosa di simile accade anche nella scrittura. Ecco perché, dice Losito, “è molto utile pensare di utilizzare le tecniche umoristiche in ambito lavorativo, di formazione, di team-building, per non considerare il comico come un genere, perché non è un genere, ma una naturale disposizione dell’animo umano”.

“Il riso fa buon sangue” recita il detto e sembra proprio che dica il vero perché, come ricorda Losito, “recenti studi dimostrano a livello scientifico che ridere modifica in modo positivo la biochimica del nostro organismo”.