Si conclude il secondo turno dell’Open d’Australia con una giornata che sorride al tennis italiano. Nonostante il dispiacere per l’eliminazione di Matteo Berrettini, l’Italia conta tre azzurri nel tabellone maschile (Sinner, Musetti e Sonego) e Jasmine Paolini in quello femminile.
Vittorie legittime
Jannik Sinner vince in maniera convincente, ma solo dal secondo set in poi. È l’australiano Schoolkate, infatti, ad aggiudicarsi il primo parziale, difendendo bene tutti i turni di servizio e togliendolo al numero 1 al mondo proprio sul 4-5.
Il secondo set sembra aprirsi così come si era concluso il primo, con Sinner in difficoltà su qualche palla corta dell’avversario. Il turning point della partita è il primo break dell’altoatesino che lo porta a condurre per 4 game a 3 e a chiudere così il set 6-4. Il campione in carica del torneo cresce nella partita e prende sempre più confidenza con i colpi, gli ultimi due set sono un dominio totale: 6-1 6-3 e il punto del match point chiuso con un deciso schiaffo al volo di dritto che fa balzare in piedi la Rod Laver Arena.
Al terzo turno arriva lo statunitense Giron.
Senza storia (o quasi) anche la partita tra Musetti e Shapovalov. I primi due set sono una prova di forza vinta entrambe le volte al tie break dal tennista azzurro. Nel terzo, invece, Musetti mette il turbo e chiude la pratica con un 2-6, permettendosi di rifiatare in vista dell’equilibratissima sfida con Shelton in programma al terzo turno.
Sonego rock and roll
Molti lo davano per vinto. Lui ha risposto così, con una gran prestazione che gli ha permesso di avere la meglio sul giovanissimo (ma altrettanto brillante e in forma) Fonseca in cinque set.
Il primo parziale è del brasiliano, nonostante l’83% di prime in campo messe dal tennista torinese. La solidità al servizio, però, permette a quest’ultimo di avere continuità e vincere così il secondo e il terzo set (6-3 6-1).
Nel quarto torna in cattedra il giovane Fonseca che ripaga Sonego con la stessa moneta del secondo set: 6-3
La quinta ed ultima frazione è una vera e propria battaglia in cui Sonego riesce ad annullare una palla break sul 3-3 e a spianare la strada per il 6-3 finale. Bellissima e liberatoria l’esultanza finale. Ora arriva l’ungherese Marozsan.
A testa alta
Berrettini saluta l’Australian Open con qualche rimpianto. Si arrende a Rune, numero 13 del ranking, dopo quattro set e una partita giocata a livelli indubbiamente alti. Il primo va al danese dopo il tie break.
Nella seconda frazione Berrettini lascia andare il dritto e inizia a raccogliere punti: il terzo set point è quello che gli consente di fissare il punteggio sul 6-2 e pareggiare il conto dei set.
Il terzo parziale dice 3-6 per Rune, con un Berrettini che sembra poter mollare da un momento all’altro di fronte a un avversario più fresco fisicamente. Il tennista azzurro invece gioca un quarto set esaltante, lasciando Rune a 0 in due turni di battuta ma sprecando nel finale due set point che consentono al danese di portare il set al tie break. Ed è proprio il tie break a condannare Berrettini. Proprio nel momento in cui sul 5-2 l’italiano sembrava lanciato verso il quinto set, arrivano degli sbagli di troppo a rete che permettono a Rune di ribaltare il punteggio e portarsi a casa il match.
C’è anche Jasmine
Sul velluto, come da previsione. La sfida contro la messicana Zarazua scorre via senza pericoli: 5 ace, 6 break point vinti su 11 e 34 punti vinti in risposta. Il finale dice 6-2 6-3. Jasmine archivia il match in meno di un’ora e mezzo e ora attende l’ucraina Svitolina.
Dopo Ruud, anche Medvedev
La seconda grande esclusione del torneo è quella di Medvedev, che nella giornata di oggi si è arreso a Learner Tien dopo cinque set (6-3, 7-6, 6-7, 1-6, 7-6), e saluta così il primo slam della stagione dopo soli due turni.