Dopo mesi di stallo il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una risoluzione per chiedere un cessate il fuoco a Gaza. La risoluzione ha ottenuto 14 voti favorevoli, nessun voto contrario e l’astensione degli Stati Uniti . Nel documento “si chiede un cessate il fuoco immediato per il Ramadan rispettato da tutte le parti che conduca ad un cessate il fuoco durevole e sostenibile e il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi, nonché la garanzia dell’accesso umanitario per far fronte alle loro esigenze mediche e umanitarie”. Al termine della votazione per alzata di mano, l’adozione della risoluzione è stata accolta con un lungo applauso dall’assemblea.

Se questa risoluzione segna un cambio di passo temporaneo nel conflitto scatenato dall’azione di Hamas il 7 ottobre del 2023 contro i kibbutz al confine con la Striscia, non muta un assetto molto chiaro nella regione: il sistema capillare di occupazione da parte dei coloni israeliani di porzioni sempre più ampie della West Bank, contro le risoluzioni internazionali, e l’avanzata interna a Israele di una estrema destra messianica, partner politica del presidente Benjamin Nethanyau che ne ha un bisogno estremo per proteggere se stesso dai disastri giudiziari. Ecco il nostro approfondimento.