Con Pegasus sono stati infettati personaggi eccellenti. Due tra tutti: il giornalista americano saudita Jamal Khashoggi, poi assassinato dentro l’ambasciata saudita di Istanbul nel 2018 e Jeff Bezos, l’imprenditore proprietario di Amazon e del quotidiano The Washington Post, esattaemnte dove lavorava Khashoggi. Ma non solo. Nel mondo ad oggi sono 50mila i giornalisti investigativi, gli attivisti per i diritti umani e i dissidenti politici i cui dispositivi sono stati infettati da questo spyware top di gamma, prodotto dalla società israeliana NSO . Lo spyware si infiltra nei telefoni e nei laptop, attaccando soprattutto il sistema operativo di Apple. Lo fa inviando cun messaggio fraudolento con contenuti che per l’utente suonano attendibili. Una volta aperto il messaggio, lo spyware viene installato e prende il controllo di ogni funzionalità del dispositivo: rubrica, messaggi, videocamera, microfono.

Ma non è questa la sua pericolosità maggiore. Rispetto a spyware meno evoluti, non è possibile rendersi conto che sia stato installato, a meno di contare su pochissimi esperti mondiali, un paio dei quali si sono messi a servizio di Amnesty International e di Reporters sans frontieres, venendo in aiuto degli kacherati . Cosa ancora più necessaria, visto che, come racconta Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia nelle versioni più evolute dello spyware, prodotte dal 2019 in poi, “non è necessaria nemmeno una azione dell’utente affinché pegasus venga installato.

Più di una ventina di Stati al mondo hanno utilizzato spyware per colpire giornalisti, attivisti e dissidenti. Ultimi in ordine di tempo, l’India e l’Ungheria

“Pegasus non solo è pericoloso per l’utente che viene colpito, ma anche per i suoi contatti.  Se una fonte decidesse di aprirsi a un giornalista, e se sapesse che c’è il rischio concreto che ilgiornalista venga intercettato, ci penserà due volte. Per questo Pegasus è potentissimo: tappa la bocca alle fonti .

Le vittime come hanno fatto ad accorgersi di essere intercettate?

Dopo che alcuni giornalisti sono stati arrestati dopo aver ricevuto certi messaggi, Amnesty International ha invitato chiunque ritenesse di essere spiato a presentarsi al nostro Security Lab per scoprire se fosse realmente intercettato. E’ emersa una rete globale che copriva più di venti Stati .

Qual è il motivo per cui Pegasus è stato creato?

Il produttore è NSO Group, che è un’azienda nota per essere produttrice di software destinati al contrasto al terrorismo, e questo era ufficialmente lo scopo della creazione di Pegasus. Nelle contestazioni che sono state rivolte all’azienda, il gruppo ha sempre sostenuto di non essere responsabile dell’uso che i suoi clienti fanno del prodotto.

 Il governo israeliano ha avuto un ruolo nella vicenda Pegasus?

Il governo israeliano ha avuto un ruolo determinante perché la licenza di vendita di questo prodotto necessita di autorizzazione da parte del ministero della Difesa israeliano, perché i clienti che acquistano Pegasus sono governi e non privati . L’autorizzazione alla vendita rende quindi palese il ruolo che gioca l’entità statale.

Israele ha usato Pegasus per ottenere qualche vantaggio in politica estera?

Non direi, ma sicuramente la normalizzazione dei rapporti con Israele di alcuni Stati, ad esempio Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita in parte, ha favorito per questi ultimi l’acquisto di Pegasus .

 Esistono Stati democratici che hanno acquistato Pegasus?

Non so se possano definirsi tali. Non sono monarchie ma sono l’India, il Messico l’Ungheria.

L’Ungheria ha acquistato Pegasus?

Si, lo scandalo è uscito nel 2021 e si è scoperto che lo spyware era stato usato per spiare politici, attivisti, sindacalisti ed è stato chiamato in causa direttamente il premier ungherese Orban . Nonostante i limiti alla libertà di parola, i leader dell’opposizione hanno duramente criticato il governo.

L’Ungheria fa parte dell’Unione Europea. Ci sono state ripercussioni in sede centrale per questo atteggiamento?

Non c’è stata alcuna indagine in tal senso né la UE ha portato avanti nuove procedure di infrazione, anche perché sono già parecchie le procedure avviate dalla Commissione Europea in tema di diritti umani ai danni dell’Ungheria . L’acquisto dello spyware è stata considerata semplicemente una aggravante.

Ci sono stati casi recenti di infiltrazioni di Pegasus?

Nel dicembre scorso ci sono stati dei casi in India dove, tramite un’inchiesta del Washington Post ,ci si è accorti che due giornalisti indipendenti, Siddhartha Varadarajan, fondatore e direttore di The Wire, e Anand Mangnale, giornalista specializzato in casi di corruzione, sono stati oggetto di attacchi tramite Pegasus.

Sono stati riscontrati casi di infiltrazioni di Pegasus in Italia?

Per ora non ci risulta, stando agli archivi del Pegasus Project.

Rendere noto il caso Pegasus ha portato a riconsiderare il tema della cybersecurity nei consessi internazionali?

È rimasto tutto lettera morta anche perché poi in Francia, nel 2023, è scoppiato lo scandalo Predator: da un’inchiesta congiunta di più quotidiani europei tra cui l’italiano Domani ed è emerso che uno spyware simile era stato venduto dall’azienda francese Nexa in collaborazione con la israeliana Intellexa, a un Paese autoritario come l’Egitto . Si è così ripetuto lo stesso copione di Pegasus.