Per chi viene da fuori, Milano può sembrare una città frenetica e attiva, ma alla fine priva di colori. Una constatazione abbastanza vera, soprattutto se la si guarda in autunno e inverno quando piove quasi ininterrottamente e la poca neve che cade non basta a vivacizzare appieno le atmosfere di Natale. Ma chi la pensa così, si sbaglia. Anche tra le vie all’ombra della Madonnina del Duomo si possono trovare arcobaleni: basta solo saperli cercare, anche nei luoghi più semplici.
Trovare i colori significa avere pazienza e trovare la forza di svegliarsi presto per poterli vedere. È quanto fanno tutti i giorni Enzo e Pasquale Di Liddo nel loro negozio di frutta e verdura “Il giardino delle primizie”. All’alba Enzo si reca all’ortomercato per selezionare i prodotti migliori, mentre verso le 7 suo fratello Pasquale inizia ad aprire il negozio e a preparare la merce in esposizione. E subito ci si accorge che ogni prodotto viene esposto con criterio e senza casualità. «Innanzitutto sistemiamo la roba che va prima a seconda della stagione – spiega Pasquale – . Inoltre, per far notare di più i prodotti, è bene cercar di spezzare i colori. È un lavoro di fantasia». In effetti, guardando nel negozio, è facile capirne il motivo. Vedere tutto così variopinto diventa un fatto piacevole specie in tempi così complessi come quelli di Milano durante la pandemia.
«Si comporta quasi come un artista», osservo. E il signor Pasquale precisa: «Dopo tanti anni noti un fatto: più i prodotti sono sotto gli occhi e più vengono venduti». Questa attenzione per i dettagli e la qualità si è mantenuta anche dopo lo scoppio della pandemia e il primo lockdown. Se da un lato l’appartenenza del negozio alla filiera agroalimentare ha evitato la chiusura, dall’altra parte l’attività pressoché ininterrotta (salvo le ferie estive ad agosto) ha fatto sentire tutto il suo peso. I ritmi già faticosi in situazione di normalità si sono uniti alla necessità di adottare le opportune misure di sicurezza sia nel trattamento dei prodotti sia nel servizio ai clienti. Una clientela che nei mesi più duri della pandemia è anche aumentata, sia per le spese in loco sia per il servizio a domicilio, tutto questo a fronte dell’impossibilità di entrare nel negozio più di due persone per volta.
Servire in queste condizioni non è stato facile: Enzo e Pasquale si sono trovati costretti a limitare le conversazioni specialmente con i frequentatori abituali. Questa situazione è stata spiacevole per un negozio abituato a consigliare al meglio gli acquisti anche sui prodotti fuori stagione o esotici.
Servire in queste condizioni non è stato facile: Enzo e Pasquale si sono trovati costretti a limitare le conversazioni specialmente con i frequentatori abituali. Questa situazione è stata spiacevole per un negozio abituato a consigliare al meglio gli acquisti anche sui prodotti fuori stagione o esotici.
L’attività in negozio è lunga: a causa di consegne dell’ultimo minuto o del tempo richiesto per sgomberare i banconi esterni, le serrande vengono abbassate attorno alle 21 e talvolta anche alle 22. Domando a Pasquale come fanno ogni giorno a mantenere costanti ritmi di lavoro così intensi. «Deve sapere che l’organizzazione è come un puzzle: bisogna sistemare tutto in anticipo in modo che al mattino sia tutto più facile», risponde.
Con questo spirito, l’ortolano di quartiere conclude una giornata faticosa e si prepara alla prossima con la consapevolezza di non offrire soltanto prodotti di qualità. Tenere alto il morale con la vista e con il gusto, in questi giorni, è il servizio migliore che si può fare alla propria clientela.