Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli riparte da dove si era interrotto. Ricomincia dai visitatori e dai cittadini che dal 2 giugno possono tornare ad animarlo. Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, riapre il portone dopo più di ottanta giorni ed è fiducioso. “Il Mann ricomincia da te”, dice la campagna ideata dal museo, e le misure di sicurezza e distanziamento permetteranno al pubblico di godere appieno delle sue sale, delle nuove collezioni e delle mostre temporanee.

37205532101_269b95d38b_k

Direttore Giulierini, come è andato questo periodo di chiusura e come avete riorganizzato le visite al museo?

È inutile negare che il primo mese sia stato di cupa angoscia, ma ripartire col digitale non è stato difficile, perché negli anni passati abbiamo insistito molto su questo aspetto. Ne abbiamo approfittato per valorizzare alcuni contenuti e la nostra vivacità sui social è stata riconosciuta da tutti. Appena abbiamo compreso quali sarebbero stati i tempi di riapertura ci siamo organizzati sul fronte della sicurezza. Il messaggio che diamo, a partire dal 2 giugno, è che ora si può venire al museo in estrema sicurezza. Tutte le misure che abbiamo adottato, dai termoscanner agli itinerari vincolati a numero contingentato, per impedire gli assembramenti, consentono di vedere il museo come mai prima d’ora, cioè in assoluta tranquillità.

Paolo Giulierini, direttore del Mann: «Si può venire al museo in estrema sicurezza. Tutte le misure che abbiamo adottato consentono di vederlo come mai prima d’ora, cioè in assoluta tranquillità.»

Finora per i giovani l’occasione di scoperta ed incontro del mondo dell’arte erano le visite scolastiche. Come pensate di riconnettervi loro, data l’incertezza sulla modalità del ritorno a scuola?

Vogliamo che, a partire da settembre, il museo diventi non solo un luogo che viene visitato dalla scuola, ma anche un luogo dove la scuola può trasferirsi a fare lezione. Il 17 di luglio apriremo una nuova ala del museo, “il braccio nuovo”, che ha un auditorium da 300 posti e che permetterà alle scolaresche, in assoluta sicurezza, di seguire una lezione, per poi, magari, visitare gli spazi museali. Qualora il rientro a scuola dovesse essere rimandato, stiamo predisponendo una piattaforma digitale che permetterà di poter usufruire di visite interattive guidate, in cui i ragazzi potranno interagire con le guide, fare loro domande, e alla fine partecipare anche a giochi e quiz virtuali.Non vogliamo che si perda il contatto con la vivacità del museo, ma il nostro sogno è di tornare ad avere i ragazzi da noi.

26577064266_11ae5dc1fe_k

Che ruolo dovrebbe giocare la cultura nella ripartenza e nella ridefinizione di un nuovo equilibrio, e cosa può insegnarci da questo punto di vista il Mann?

La cultura non è più solo un punto di riferimento educativo o formativo astratto. Deve diventare un motore mobile di tutti i processi che garantiscono nuove opportunità di lavoro. Sostengo con forza l’idea che il museo non debba essere una torre d’avorio. È contestualizzato in un quartiere importante della città, quello della Sanità, vicino ai luoghi più identitari di Napoli.Il museo deve uscire dalle proprie porte e essere il collettore delle istanze culturali del centro della città, e soprattutto essere un punto di riferimento per tutte quelle associazioni e cooperative di giovani che stanno portando un esempio di tutela dal basso del nostro patrimonio. Presto avremo una piattaforma dedicata a tutte queste realtà a noi vicine. Un secondo elemento che questa esperienza del Covid ci insegna è che il museo è un organismo vivente che deve mutare per poter sopravvivere alla “selezione naturale”.Per andare avanti servirà immettere nuovo personale specializzato con i futuri concorsi. Ai musei del futuro occorrono teste pensanti e soprattutto una molteplicità di specializzazioni trasversali alla cultura per far fronte a situazioni di questo tipo.

 «Vogliamo che, a partire da settembre, il museo diventi non solo un luogo che viene visitato dalla scuola, ma anche un luogo dove la scuola può trasferirsi a fare lezione. Il museo deve uscire dalle proprie porte e essere il collettore delle istanze culturali del centro della città.»

Ora riparte anche il turismo, è un tema molto caldo in questi giorni. Cosa farete per attrarre i non napoletani al Mann?

Siamo presenti in tutto il mondo con almeno una ventina di mostre, molte dedicate al tema pompeiano.Il Mann è il più importante prestatore pubblico di materiali, garantiamo il 75% dei prestiti del Mibact a livello mondiale. Per noi le mostre sono un richiamo verso il territorio che ha prodotto questi capolavori. A gennaio, ad esempio, apriremo una grandissima mostra sui gladiatori, un tema che ha grande appeal di per sé, ma la affronteremo con un approccio nuovo, perché parleremo dell’idea multiculturale di spettacolo, ma soprattutto dell’uomo, della sua tragedia e di temi connessi che sono ancora contemporanei. Ne prepareremo anche una versione digitale, che inviti i turisti stranieri non solo al museo, ma anche a visitare l’itinerario degli anfiteatri campani, fino ovviamente all’anfiteatro per eccellenza, il Colosseo.Non esiste altro luogo al mondo in cui si può contemplare la bellezza al museo e poi poterla visitare di persona, sul territorio. Da questo punto di vista, non ce n’è per nessuno. Dobbiamo puntare su questo e non aver paura delle nostre potenzialità.