Smascherare le notizie false appena vengono pubblicate: dovrebbe essere questa la nuova crociata dei media di informazione. Gli attentati di Parigi però, hanno dimostrato che la strada è in salita. Nel giro di un paio d’ore dall’attacco terroristico, il web è stato invaso da news che poi sono risultate vecchie o errate e Facebook e Twitter hanno contribuito a diffonderle in maniera capillare.
I fake non sono certo una novità ma il potere universale raggiunto dai social li ha resi un’arma molto pericolosa. Il problema è che le notizie, soprattutto in eventi del genere, hanno un’influenza devastante su ciò che la gente può pensare di altre razze, religioni o culture. Non basta pubblicare un articolo sulle “cose da non credere” o correggere un tweet errato il giorno dopo. La gente avrà già condiviso e commentato, facendosi una propria opinione sui fatti accaduti. Bisogna agire alla base, stabilendo un linguaggio visivo per lo smascheramento dei falsi e aggiungere questo strumento ai contenuti delle piattaforme di condivisione.