Hiüseyin è sorridente. Ha trent’anni ed è arrivato in Italia dodici anni fa. La Turchia è la sua terra d’origine. All’inizio sembra titubante, esita, forse si sente in soggezione, ma dopo poco si scioglie e inizia a raccontare la sua storia e quella del suo negozio a Milano.

Tutta la sua famiglia vive nel nostro Paese, quindi anche lui, appena maggiorenne, ha deciso di cambiare vita. “Non volevo restare da solo in Turchia” dichiara. Da quel giorno la sua vita è cambiata. Sette anni fa ha deciso di aprire un negozio di kebap e pizza insieme al fratello. Il loro “Stadio Kebap” si trova in via Novara tra un negozio di ortopedia e un ristorante, a cinque minuti a piedi dallo stadio di San Siro. È una zona di passaggio sia per andare verso il centro di Milano sia per andare a prendere l’autostrada. Hiüseyin la descrive come una zona tranquilla, poco caotica. Prima di aprire il locale ha lavorato in piazzale Lotto e in via Rembrandt, ma dove si trova ora è decisamente meglio perché “qui c’è molto rispetto”.

In una Milano sempre più multietnica, anche i milanesi mangiano spesso il kebap e le specialità turche. La clientela è infatti molto variegata. Data la vicinanza con lo stadio, prima o dopo le partite, parecchie persone vanno a mangiare da Hiüseyin. È successo anche ieri sera dopo la partita di Serie A tra Inter e Spezia. Per le loro casse è una manna dal cielo. Hiüseyin spiega le grosse difficoltà legate all’attuale situazione pandemica: il lavoro si è dimezzato, non è più come prima. “Guadagno seicento euro in meno al mese rispetto al periodo pre-Covid. Poi c’è da pagare un affitto importante, è tutto complicato”. Dal suo punto di vista le abitudini delle persone sono molto cambiate rispetto a due anni fa. “Adesso alle 21,30 c’è in giro poca gente, prima non era così. Abbiamo anche deciso di chiudere il negozio a mezzanotte, non teniamo più aperto fino alle 2 perché mancano i clienti. Senza clienti non ha senso stare aperti, non c’è guadagno”.

“Guadagno seicento euro in meno al mese rispetto al periodo pre-Covid. Poi c’è da pagare un affitto importante, è tutto complicato”, dice Hiüseyin, il kebabbaro di san Siro

Allo “Stadio Kebap” sembra davvero di essere in Turchia. L’interno è molto pulito e curato. Le foto appese alle pareti immortalano spettacolari scorci di Istanbul al tramonto. Eppure il tema più diffuso nel locale è il calcio. Oltre a una maglia autografata di Calhanoglu quando era ancora un giocatore del Milan, squadra per cui simpatizza Hiüseyin, ci sono appese le maglie del Galatasaray. Lui, sempre sorridente, racconta di essere un grandissimo tifoso. Come spesso accade, il calcio e il cibo uniscono i popoli.