L’accesso di via Washington a Milano è segnato da due palazzi simmetrici in stile liberty: disegnati dall’architetto Mario Borgato, quando furono costruiti (1923) con i loro 96 metri di altezza erano considerati dei veri e propri grattacieli della città. Se le costruzioni moderne hanno privato questi due palazzi del loro titolo, l’aspetto nobiliare resta intatto e conferisce un alone di atemporalità a tutta la zona. All’ingresso del civico numero 1 si può trovare Soledad, per tutti semplicemente Sole.

Arrivata in Italia da Lima (Perù) ben 25 anni fa, dopo diversi lavori come badante e governante, oggi Sole ha 47 anni e da quattro è la custode del palazzo. Un lavoro che fa con entusiasmo e che ha scelto perché le permette di avere orari meno stressanti rispetto alle sue professioni precedenti, come lei stessa racconta. I condomini del palazzo sono come una grande famiglia, ed è proprio Sole a prendersi cura di tutti: “Ho visto tanti bambini crescere; le persone si fermano alla mia guardiola e mi raccontano di tutto, infatti la chiamano il confessionale“, spiega Sole.

Le sue parole trovano conferma nell’attenzione che a loro volta i condomini le rivolgono, fermandosi sempre qualche minuto a scambiare due chiacchiere, come si farebbe con un parente. Nello stabile, Sole, oltre ad occuparsi dei regolari servizi di portineria, svolge le pulizie e taglia l’erba del bel giardino che il palazzo ospita al proprio interno. Affianca queste mansioni più tradizionali, a tanti altri piccoli gesti quotidiani, che vanno dal rammendare i bottoni ad vari servizi domestici, soprattutto per le persone più anziane. “Questa casa, come tutta la zona, è molto tranquilla. Ci conosciamo tutti e qui si respira un clima molto famigliare”, continua la portinaia. I condomini che superano la soglia del palazzo trovano puntuale la figura di Sole che, da dietro la sua guardiola di legno luminoso, li accoglie con un sorriso educato e disponibile.