Si chiama Safe House la graphic novel 2.0 del fotoreporter scozzese Marc Ellison che racconta le storie delle spose bambine della Tanzania.
Attraverso illustrazioni, foto e video, Ellison ha coperto le storie dei matrimoni precoci e delle mutilazione degli organi genitali femminili. Il formato gli ha permesso di concedere l’anonimato alle giovani ragazze e di ritrarre le loro esperienze: il matrimonio imposto, la fuga da casa per sottrarsi alla pratica illegale delle mutilazioni, il viaggio verso la Safe House. Foto e video si sono intrecciati nel corso della storia e le illustrazioni hanno svolto un ruolo importante nella copertura di eventi sensibili, profondamente personali e spesso traumatici.
La parte più difficile per la creazione di Safe House è iniziata dopo il suo ritorno dalla Tanzania. Ellison ha lavorato con l’illustratore Daniel Lafrance per scrivere la sceneggiatura, modificare video e immagini fisse e realizzare il sito Internet.
Safe House, pubblicato da The Toronto Star a inizio aprile, è disponibile sia in inglese che in swahili, lingua della Tanzania, e può essere scaricato in formato pdf. La graphic novel è stata realizzata grazie a un finanziamento della Fellowship for International Development Reporting, un programma del Canadian Association of Journalists e della Aga Khan Foundation.