«Una sera, davanti al teatro alla Scala, una madre con tre bambini sale sul taxi. “Mi dica dove andiamo”, le chiedo senza voltami anche perché ho sentito la portiera sbattere. Mi avvio verso il semaforo, in attesa che la donna mi dica se girare a destra o sinistra quando una vocina da dietro mi dice di fermarmi: mi giro e vedo che della madre non c’è traccia. La bambina più piccola indica con la manina fuori dal finestrino. La sua mamma è lì sul ciglio della strada che grida come una forsennata. Faccio subito marcia indietro per riportare i piccoli alla madre. Ma intanto si era riunita una piccola folla di curiosi attirati dalle urla della donna. Mi ci vuole qualche minuto per chiarire l’equivoco. Porto a destinazione tutta la famiglia e offro loro la corsa per rimediare al piccolo incidente.“Stasera stavo per rapire tre bambini”. È stata questa la prima cosa che ho detto a mia moglie entrando a casa. L’espressione sul suo viso è stata impagabile».

(Ivan P., Piazzale Cadorna)