La pasticceria San Carlo, al civico uno di via Bandello, all’angolo di Corso Magenta ha una storia lunga e importante, che attraversa la grande Storia di Milano. L’evoluzione del locale è consultabile in italiano e inglese su un elegante libretto, appoggiato sul bancone all’ingresso. La nascita è da rintracciare nel primo dopoguerra e da quel momento le proprietà che si sono avvicendate sono state diverse. Gli ultimi “Sancarlini” hanno un motto ben preciso: “Nuovi sì, ma con un’idea fissa, quasi un’ossessione: senza passato non può esserci futuro!”. L’ambiente è elegante, così come chi ci lavora, e non si può fare a meno di notare la quantità e la varietà di dolci esposti in vetrina. Su di essa molti panettoni già incartati, pronti per essere venduti. Non manca neppure una varietà di cioccolatini artigianali, rigorosamente disposti all’interno di alzatine in vetro. La pasticceria è frequentata da studenti, data la vicinanza con una delle sedi dell’Università Cattolica, da lavoratori in pausa caffè e da chi vuole acquistare qualche panettone per il 25 dicembre.

«Produciamo, ovviamente, il panettone classico, artigianale con canditi e uvetta, quello con i datteri, al cioccolato e arancia, all’albicocca, ai marron glacé, la veneziana, il pandoro. Le pezzature sono da mezzo chilo in su».

«Produciamo, ovviamente, il panettone classico, artigianale con canditi e uvetta, quello con i datteri, al cioccolato e arancia, all’albicocca, ai marron glacé, la veneziana, il pandoro. Le pezzature sono da mezzo chilo in su». Con queste parole Monica Morosanu, la proprietaria della pasticceria, inizia a raccontarci i loro diversi tipi di panettone e gli altri dolci natalizi che si possono trovare. Restando, però, in tema panettone, due sono le versioni che attirano maggiormente l’attenzione.  «Abbiamo fatto una limited edition con un panettone all’albicocca. È molto bello e richiesto. È una bellissima cappelliera, è un bel regalo». Sempre in modo orgoglioso, Monica ci racconta anche dell’altra versione. «Quest’anno siamo arrivati a fare anche il panettone da venti chili – aggiunge –: è difficilissimo produrlo. Per asciugarlo ci vuole quasi un mese, deve stare girato per un po’ di tempo. Ne abbiamo prodotto solo uno e l’abbiamo venduto». SC L.E 1

Dal punto di vista delle vendite, Monica Morosanu si ritiene estremamente soddisfatta.  «Il mercato è sempre stato crescente, per fortuna. Se il prodotto è buono, il cliente apprezza e ritorna volentieri». Alla domanda su quale sia la versione più acquistata dai consumatori, per la proprietaria non ci sono dubbi: «Il panettone più venduto resta sempre il classico: è un’eccellenza».