Sono le nove di venerdì sera. Sara, emozionata, varca la soglia del locale al pianterreno. L’insegna recita Alfabeti. È la sua prima volta come volontaria dell’associazione ed è qui per affiancare un collega più esperto e imparare come si insegna l’italiano a una classe di stranieri. Sara è pronta per l’affiancamento, ma all’ultimo momento scopre che sarà lei a tenere la lezione: l’insegnante se ne va, lasciando la classe nelle sue mani. Un battesimo di fuoco.

«È un lavoro faticosissimo, in cui si suda tantissimo e si secca la gola, ma quante soddisfazioni»
Tre anni e molte lezioni dopo, Sara Pupillo ricorda quella sera come la prima di una lunga serie di momenti «entusiasmanti, divertentissimi, faticosissimi». Si suda tanto, la gola si asciuga. E dire che Sara è finita ad Alfabeti per puro caso: «Non avevo nessun tipo di esperienza – racconta –, non avevo mai fatto volontariato né avevo pensato di farlo. Dopo un periodo di disoccupazione mi sono messa a studiare per il Ditals, l’attestato dell’Università di Siena che certifica le competenze per insegnare italiano agli stranieri». Lo ha fatto per occupare il tempo, poi ha pensato di potere trasformare questa esperienza in qualcosa di importante per se stessa e per gli altri. Alfabeti era l’occasione giusta per togliersi, come si dice, lo sfizio.

Continua a leggere su San Siro Stories