A pochi giorni dalle elezioni in Germania è stata scoperta un’operazione di disinformazione russa. La testata indipendente Correctiv e il Threat Analysis Center di Microsoft hanno individuato 102 siti web di fake news. La rete di propaganda è gestita da un ex marine e vicesceriffo di Palm Beach, John Mark Dougan, elemento dell’ Alt-Right americana che vive a Mosca. Ha collaborato con lui Valery Korovin, capo del Center for Geopolitical Expertise (CPE) di Mosca, che ha sostituito la famigerata Internet Research Agency (IRA) di San Pietroburgo, precedentemente guidata da Yevgeny Prigozhin (fondatore del gruppo Wagner).

Questi siti, chiamati Storm 1516, riproducono la struttura dei principali siti di informazione, ma rilanciano contenuti dell’estrema destra tedesca e della TV russa Russia Today, bloccata nell’Unione Europea. La propagazione dei contenuti avviene anche grazie a influencer filo-russi e a politici estremisti. Le notizie diffuse sono diventate virali, raggiungendo milioni di persone, a volte anche attraverso la stampa tradizionale. La campagna di disinformazione ha trovato un alleato in Elon Musk, che con i suoi 217 milioni di follower su X (ex Twitter) ha permesso all’Alternative für Deutschland (AfD) di raggiungere un pubblico mai visto prima. L’intervista alla leader dell’AfD Alice Weidel, in cui affermava che “Hitler era un comunista”, è stata visualizzata 20 milioni di volte, senza essere contestata da Musk. Il modello algoritmico di X favorisce i contenuti con più interazioni, amplificando quelli più estremisti.

Per contrastare questo fenomeno il governo tedesco ha creato un centro per il rilevamento della manipolazione dell’informazione straniera, con sede a Berlino. Il partito dei Verdi, attualmente il bersaglio più colpito dalle fake news, ha creato una task force che supporta i deputati. Gli esperti ritengono che l’obiettivo principale della disinformazione russa non sia far credere alle fake news, ma minare la fiducia nelle istituzioni democratiche, rendendo difficile distinguere il vero dal falso. Allo stesso tempo, questa strategia punta a indebolire il sostegno all’Ucraina, creando divisioni interne in Germania sfruttando temi sensibili come immigrazione e crisi economica per rafforzare movimenti populisti contrari alle politiche dell’Unione Europea.

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