L’addio di Di Maio ai 5Stelle, in rotta con Conte “ambiguo in politica estera”.

Quella di oggi “è una scelta sofferta, che mai avrei immaginato di dover fare: io e tanti altri colleghi e amici lasciamo il Movimento, quella che da domani non sarà più la prima forza politica in Parlamento”. Queste le parole di Luigi Di Maio durante la conferenza stampa che ha confermato la sua uscita dal Movimento 5 Stelle insieme ad un gruppo cospicuo di parlamentari per creare una nuova forza politica che si chiamerà Insieme per il futuro. Per la nascita di una nuova formazione a Montecitorio sono sufficienti 20 deputati, e 10 senatori a Palazzo Madama. Ma già si prevede che, su 227 parlamentari 5 stelle (155 alla Camera e 72 al Senato), oltre un quarto sono già pronti a mettersi alle spalle il Movimento. “Abbiamo scelto di fare un’opzione verità”, ha dichiarato Di Maio in piena rottura con l’ala contiana del Movimento che, secondo il ministro, avrebbe mantenuto una eccessiva ambiguità in politica estera. Ha poi continuato dicendo che “In questo momento storico sostenere i valori europeisti e atlantisti non può essere una colpa”. Poco prima delle 20 Di Maio era salito al Quirinale per informare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dell’imminente addio al M5S e confrontarsi con lui sulle eventuali ricadute del suo stacco sul governo, che ad ora rimangono poco chiare. Intanto nell’aula del Senato è stata approvata con 219 favorevoli, 20 contrari e 22 astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. “L’Italia continuerà a lavorare con l’Unione Europea e con i partner del G7 per sostenere l’Ucraina, e ottenere la pace”, queste le parole del presidente che vanno a chiarire quella che sarà la linea strategica dell’Italia nel conflitto in Ucraina.

(Riccardo Piccolo)

Putin non si ferma: è pronto il nuovo missile Sarmat.

Si chiama Sarmat, detto anche in modo evocativo “Satan 2”, ed è un missile balistico intercontinentale sviluppato a partire dal 2011. A inizio aprile, quando fu testato per la prima volta, il presidente russo Vladimir Putin disse: “Con questo missile ci penseranno bene prima di attaccarci”. Secondo il ministero della Difesa, infatti, Satan 2 sarebbe capace di “penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura”: la nuova mossa di Putin per minacciare  e spaventare l’Ucraina, ma anche per imporre la propria autorità e supremazia all’interno del panorama europeo. È di oggi l’annuncio che sta destando le preoccupazioni dell’Europa e del resto del mondo: “Il super missile balistico Sarmat sarà operativo in Russia entro la fine dell’anno”, ha detto il presidente Putin incontrando al Cremlino i giovani diplomatici dell’accademia militare. Si tratta di una vera arma di distruzione di massa: a propellente liquido e del peso di 200 tonnellate, Sarmat sarebbe in grado di scatenare dodici grandi testate termonucleari, con un raggio d’azione di circa 18 mila chilometri e una resa esplosiva fino a 750 kilotoni. A confronto, la bomba atomica di Hiroshima era di circa 15 kilotoni. Il leader del Cremlino ritiene che Satan 2 sarà una garanzia per la sicurezza russa “contro le attuali minacce”. “Farà riflettere coloro che ci stanno minacciando”, ha detto Putin alla fine del suo discorso.

(Aurora Ricciarelli)

Non è mai fine per il processo a Patrick Zaki: prossimo aggiornamento in autunno.

Aggiornato al 27 settembre. È questo l’esito della sesta udienza del processo a carico di Patrick Zaki che si è tenuta oggi a Mansura, in Egitto. Il nuovo aggiornamento era stato già ipotizzato da alcune fonti giudiziarie, che, alla vigilia dell’appuntamento alla Corte d’emergenza, avevano previsto un rinvio anche di altri due mesi. Si era astenuta invece da qualsiasi congettura la legale di Zaki, Hoda Nasrallah. Essendo infatti quello contro lo studente dell’università di Bologna un “processo politico” il suo sviluppo è incerto: il giudice monocratico potrebbe pronunciare la sentenza in maniera inaspettata. L’accusa mossa al giovane è quella di “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese”, già costatagli 22 mesi di custodia cautelare. A sostenerla è un articolo del 2019 sui cristiani in Egitto perseguitati dall’Isis e discriminati da frange della società musulmana. Per questo motivo, nonostante la scarcerazione dell’8 dicembre scorso, lo studente non può al momento fare ritorno in Italia. Dice però di sentire che “c’è Bologna dietro di me” e di non vedere l’ora di tornare a festeggiare e trascorrere lì il prossimo semestre: “Non è accettabile, voglio tornare ai miei studi e inizio a sentirmi non libero”. Si unisce al turbamento dell’attivista anche il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, che ha così commentato la vicenda: “Un periodo di tempo esorbitante. È inaccettabile, considerando che Patrick Zaki è sotto processo solo per aver espresso pacificamente la sua opinione.”

(Ludovica Rossi)

Incidenti sul lavoro: a Lecce muore un operaio di 72 anni.

Donato Marti è l’ennesima vittima della lunga lista di operai morti sul posto di lavoro. Originario di Avetrana in provincia di Taranto, l’uomo è morto a Lecce in Via Parini dove era impegnato da giorni in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile. Le cause dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento ma sembrerebbe che la caduta sia avvenuta da un’altezza di circa cinque metri, mentre, con altri operai era impegnato nell’installazione di un montacarichi. Sul luogo è intervenuto il 118 che ha tempestivamente trasferito Marti in Ospedale Vito Fazzi, ma dopo qualche ora non ce l’ha fatta. Ora la Procura di Lecce ha avviato un’inchiesta. Si tratta della terza vittima registrata in provincia di Lecce nel giro di 50 giorni. “Piangere la morte di un pensionato sul luogo di lavoro deve far riflettere sulla condizione degli anziani che raggiungono l’età per ottenere l’assegno previdenziale” dichiara Valentina Fragassi, segretaria generale della Cgil di Lecce. Dunque, è sempre più urgente un provvedimento che aumenti il potere d’acquisto delle pensioni, allargando la platea di coloro i quali possono beneficiare della quattordicesima.

(Melissa Scotto Di Mase)