I colori che si vedono al mattino dalla finestra della propria stanza spesso determinano l’umore delle persone. È qualcosa che si nota fin dai primi momenti della giornata, ad esempio la colazione o uscire per andare al lavoro. Venerdì 5 marzo sarebbe dovuto essere così. Tutto sembrava indicarlo, primo fra tutti il cielo sereno e il clima primaverile. Ma i colori caldi del sole richiamano purtroppo un’altra realtà: l’ingresso di tutta la Lombardia nella zona “arancione rinforzato”.
E così una mattina luminosa tinge la città meneghina di queste nuove tinte. Si colora anche la zona est del capoluogo lombardo. È un quartiere tranquillo, costellato dai cantieri della linea 4 della metropolitana, abituato ad essere svegliato dal rombo dei motori degli aerei del vicino aeroporto di Linate. Ma con la pandemia di Covid-19 in piena terza ondata le sveglie sono addirittura due: le sirene delle ambulanze e la relativa quiete che si sente nelle strade e sui marciapiedi. All’inizio sembra che ci siano poche persone in giro, come se la maggiore libertà della zona gialla fosse già stata dimenticata. Sono soprattutto le persone anziane coloro che si notano maggiormente. Molti tengono un carrello o un sacchetto della spesa. Non sembrano in affanno. Non c’è nulla che possa ricordare le corse ai supermercati di un anno prima. Però si nota subito qualcosa nei loro sguardi: stanchezza, mancanza di luce. Eppure mentre si dirigono verso le proprie case o i negozi per fare acquisti nessuna di loro si mostra in angoscia, ma cerca di trovare un pizzico di serenità nei gesti di una quotidianità che si tenta di tenere viva in qualche modo.
Questo tentativo è evidente negli anziani che si rilassano un momento su una panchina nei giardini pubblici. C’è chi fuma una sigaretta in solitaria e chi dialoga con un amico. Curiosamente le loro conversazioni non tradiscono nervosismo: non si parla di quanto è successo nelle ultime ore, ma si discute come si fosse ad un tavolo del bar. Ma per ora questo non si può fare. Alcuni bar sono aperti, ma i clienti sono pochi: bere un caffè d’asporto in un bicchierino di plastica non è affatto come berlo in tazzina seduti o al bancone. Così i baristi stanno i piedi, silenziosi, servendo i pochi che entrano a ordinare qualcosa.
Più in là, poco distante dai giardini pubblici, è stato allestito il mercato. Ci sono tante bancarelle e qui c’è molta più gente, di ogni età. Qualcuno dà un’occhiata, altri comprano o parlano con i rivenditori. Qui però la tensione è palpabile. Non sono pochi i commercianti che si sfogano con i clienti, ripetendo: «Non è possibile che ci avvisino all’ultimo. Ci hanno rotto le scatole da tempo con la terza ondata». Nessuno obietta a questa rabbia che non vuole essere repressa. Come si potrebbe dopo l’annuncio senza preavviso sul cambio di colore del presidente della regione Attilio Fontana? Spostandosi verso i singoli negozianti, l’atmosfera non cambia.
Edmondo è un parrucchiere e il suo negozio è ancora aperto. «Per fortuna non ho dovuto chiudere perché ho davvero tanti appuntamenti: messe in piega, tinte ai capelli…» – racconta – «Comunque, quello che mi fa arrabbiare è vedere in giro tanti giovani senza mascherine. Non si rendono conto che con tutte le varianti che circolano possono contagiare molte persone». La rabbia quindi è presente anche dove non sembrerebbe.
Eppure in mezzo a questa atmosfera di rassegnazione e rabbia ci sono persone che cercano di trasmettere un sorriso alla gente. Due soggetti, posti ai due lati della strada come in un gioco di simmetrie, colpiscono più di altri. Uno è un ambulante che suona la chitarra. Si tratta di poche note, ma che si distinguono nonostante i clacson e il rumore dei veicoli. L’altro è un giovane di colore di nome John. Lui non sta fermo ad un angolo a chiedere l’elemosina, ma cerca di rendersi utile. Così ogni giorno John si reca ai giardini pubblici e raccoglie le foglie, limitandosi a chiedere un piccolo sostegno per il suo modesto lavoro. Piccoli gesti che strappano un sorriso in attesa del giorno in cui il rosso, l’arancione e il giallo torneranno ad essere solo i colori delle stagioni.
