«Un cono piccolo pistacchio e stracciatella, grazie». «Eccolo. Sono 3 euro». Questa estate il gelato rischia di diventare un dolce privilegio. Le conseguenze della guerra in Ucraina, con i rincari di elettricità, gas e materie prime, colpiscono anche le gelaterie artigianali che, per rientrare nei costi, sono costrette a ritoccare al rialzo i prezzi al pubblico.

La Coldiretti ha stimato che in Italia, a fronte di un aumento delle materie prime, il prezzo al dettaglio è rincarato dell’11,2% rispetto al 2021. «È un aumento che va di pari passo con l’incremento dei consumi – spiega Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti – perché con l’innalzamento delle temperature c’è una particolare richiesta, essendo il gelato un prodotto meteoropatico, cioè un prodotto che dipende dall’andamento del clima».

Secondo Coldiretti, a fronte di un aumento delle materie prime, il prezzo del gelato al dettaglio è rincarato dell’11,2% rispetto al 2021.

Ma quanto pesano questi rincari sui portafogli di milanesi e turisti? Siamo andati in quattro gelaterie del centro per vedere quanto costa un cono da due gusti. Partiamo da Ciacco, a due passi dal Duomo, dove oltre al gelato ci si può fermare anche per la pausa caffè. Qui il cono è passato da 2,50 a 2,70 Euro. «Abbiamo preferito aumentare poco alla volta – spiega una dipendente – perché dopo il Covid alzare i prezzi troppo velocemente sarebbe stata una scelta non efficace».

A lievitare è stato il prezzo all’ingrosso di latte (+6%), zucchero (+8%) e uova (+12%), ma anche di semilavorati come la pasta di pistacchio e di nocciola, «perché la qualità, se la sai cercare, la paghi», sottolinea Sara Di Giannantonio, titolare di Gelato Fatto Con Amore, in zona corso Magenta. «Durante la pandemia abbiamo cercato di mantenere lo stesso prezzo, perdendoci anche qualcosa. Con la riapertura del 2022 abbiamo aumentato il cono piccolo da 2,80 a 3 Euro. Per noi l’elettricità e l’acqua sono fondamentali perché anche quando il negozio è chiuso ci sono dei macchinari che devono continuare a funzionare e questo incide sui costi finali al cliente».

«Vogliamo tutti giustamente bandire la plastica e quindi non c’è più disponibilità di carta: il mercato fa salire i prezzi e le consegne delle coppette sono in ritardo di mesi».

Non c’è solo l’energia: un’altra voce importante nel bilancio degli artigiani del gelato sono le confezioni. «Anche il costo della carta è lievitato. Vogliamo tutti giustamente bandire la plastica e quindi non c’è più disponibilità di carta: il mercato fa salire i prezzi e le consegne delle coppette sono in ritardo di mesi. C’è anche tanta speculazione ma gli aumenti, motivati o meno, ci sono stati», commenta Andrea Bistaffa, titolare di GnomoGelato, in zona Pagano. In questa gelateria il prezzo del cono piccolo è rimasto fermo a 3 Euro. «Abbiamo solo aumentato il gelato al chilo: da 27 Euro siamo passati a 28 – prosegue Bistaffa –.  Abbiamo la fortuna e la bravura di lavorare tanto, di avere una base di clientela molto ampia e quindi di poterci permettere di rinunciare a un piccolo margine, sempre che la situazione rimanga inalterata».

Il nostro viaggio termina in zona Sant’Ambrogio, dove Libre Gelato propone un cono diverso dai precedenti, che viene incontro a coloro che, per necessità o scelta, cercano una soluzione più leggera. Questo gelato è all’acqua: senza latte né uova. Non essendo necessarie due delle materie prime che hanno subito i rincari maggiori, il prezzo del cono piccolo è rimasto invariato a 2,50 Euro.

La situazione è variegata, ma gli aumenti generalizzati non incidono in modo particolare sulle vendite. La stessa Coldiretti, nell’estate 2021, aveva registrato un incremento del consumo di gelato del 19,5% rispetto all’anno precedente, nel quale la pandemia aveva azzerato gli arrivi dall’estero. E le stime per il 2022 sono ottimistiche sul fatto che italiani e turisti continueranno a premiare le 39mila gelaterie artigianali del nostro Paese. «Non ci sono state rimostranze da parte dei clienti – conferma Di Giannantonio –. Anche perché, andando a fare la spesa al supermercato, si nota già un aumento di prezzo per i prodotti che si mettono nel carrello e le persone comprendono che può esserci un rialzo anche nei negozi». Una cosa è certa, costi quel che costi: al gelato non si rinuncia.