Non è mancata la solidarietà in questi mesi in cui il Bel Paese è stato travolto dalla pandemia globale causata dal Covid-19. Una solidarietà che ha visto protagonisti diversi marchi del made in Italy che, all’ombra del lockdown, hanno optato per la riconversione industriale volta a favorire la produzione di dispositivi medici ed elementari strumenti per la protezione individuale contro il virus. In particolare, molte aziende hanno immesso nel mercato grandi quantità di gel igienizzanti: una “potenza di fuoco”, per riprendere l’espressione del premier Giuseppe Conte in riferimento alle misure economiche varate in sostegno delle imprese lo scorso aprile.

Non solo riconversioni industriali sul fronte dei gel igienizzanti: le Fiamme Gialle hanno coordinato una operazione, denominata in codice “Amuchina”che ha portato al sequestro di 146 offerte di vendita on-line di farmaci e parafarmaci anti-Covid

 

Diverse le case cosmetiche che hanno destinato un numero ingente di flaconi alle strutture ospedaliere della Lombardia, la regione più colpita dall’emergenza ed i cui dati rimangono quelli più elevati pur nella generale curva discendente dell’ultimo periodo. Davines, azienda che unisce la cosmesi alla sostenibilità ambientale, ha prodotto il Gel del Buon Auspicio ed è stata emulata dalla Maison Bvlgari, in partnership con ICR (Industrie Cosmetiche Riunite). Anche L’Erbolario, azienda con sede a Lodi, ha attuato la riconversione industriale, elargendo ben 38 mila confezioni di gel ad ospedali ed associazioni mediche impegnate da vicino in questa sfida globale; il fondatore della casa cosmetica lodigiana, Franco Bergamaschi, in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, ha motivato questa ondata di altruismo riportando tre parole, corrispondenti a tre periodi storici, che hanno marchiato culturalmente e politicamente l’Italia: Rinascimento, Risorgimento e Resistenza.

Si potrebbe però aggiungere un altro termine, dal valore profondo: resilienza. Una resilienza, quella del cittadino italiano dapprima in quarantena, poi introdotto nella Fase 2 dall’incerta durata, anche contro la speculazione finanziaria. Secondo i dati Codacons, infatti, “l’Amuchina è arrivata a costare anche 35 euro per 80 millilitri, cioè 377 euro il litro contro 40 euro di prima”. “Amuchina” è anche il nome in codice dell’operazione coordinata dalla Procura di Milano e condotta dal Nucleo della Guardia di Finanza contro le frodi tecnologiche che ieri ha portato al sequestro di 146 offerte di vendita di kit per l’autodiagnosi e possibili farmaci anti Covid, pubblicate su diverse piattaforme di e-commerce, fra cui Amazon ed Ebay. L’operazione delle Fiamme Gialle ha avuto inizio nel mese di febbraio ed ha consentito l’individuazione e la conseguente denuncia dei relativi venditori, tutti soggetti stranieri; il reato commesso è quello di frode nell’esercizio del commercio, indicato nell’articolo 515 del Codice penale e per cui è prevista la reclusione fino a due anni e una multa fino a 2065 euro.

Già in precedenza erano state però scoperte 63 offerte di mascherine e gel igienizzanti, dal valore innalzato persino rispetto ai prezzi di mercato del periodo pre emergenza; 37 italiani, fra grossisti e venditori, sono stati denunciati per violazione dell’articolo 501 del Codice penale, che punisce il rialzo o ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio, e sancisce una pena massima di tre anni di reclusione e 25.822 euro di multa.

Nella battaglia contro il Covid non sono ammesse banalizzazioni, non i referti autonomi o l’assunzione di farmaci la cui sperimentazione nei laboratori è in fieri, e l’avvento del risolutivo vaccino ancora indecifrabile.