Il governo giapponese ha approvato un emendamento all’Immigration Control and Refugee Recognition Act nel giugno 2024, con l’obiettivo principale di sostituire il controverso Technical Intern Training Program con un nuovo programma per lavoratori stranieri. Ma la legge aggiornata include anche controlli più severi sui residenti permanenti, consentendo alle autorità di revocare lo status di residente permanente a individui che ripetutamente trascurano i pagamenti delle tasse o dell’assicurazione sociale o che sono condannati per determinati reati. L’emendamento ha generato ampi dibattiti da diversi mesi a questa parte. Così, la monarchia giapponese alle prese con la migrazione si trova in un impasse problematico: da una parte limitare gli accessi ai suoi confini, dall’altra potenzialmente mettere in difficoltà i residenti nel Paese da anni che lì producono e vivono. Secondo molti, però, l’emendamento è un ottimo stratagemma per evitare l’evasione fiscale e, soprattutto, per limitare la residenza incontrollata di alcune nazionalità specifiche.