James Palla, inviato speciale di BuzzFeed nel Regno Unito, spiega come la necessità dei giornalisti di arrivare per primi, spinga quest’ultimi a puntare sul sensazionalismo, sia molte volte un boomerang.
Mentre il pubblico richiede ai mezzi di informazione più controlli, i modelli di business chiedono clic, opinioni e azioni, che favoriscono la notizia falsa. Il problema di fondo è che il sistema non premia gli editori che aspettano di verificare il contenuto prima della pubblicazione. Un esempio recente è il video che ha raggiunto più di 79 milioni di visualizzazioni sulla pagina Facebook del Daily May e poi è stato ripubblicato su altri siti tra cui: The Sun, Mashable, l’Evening Standard e The Telegraph.
Nel video si vede un camionista che taglia la strada e insulta una ciclista, la quale per tutta risposta insegue il furgone e spacca uno specchietto. Se il giornalista si fosse preso la briga di verificare la notizia, il giornalista avrebbe rischiato di perdere ore e di essere bruciato sul tempo da una testata rivale. La diffusione incontrollata di news è la conseguenza della disperazione dei giornali che, con la crisi dell’editoria, non possono permettersi di perdere inserzionisti pubblicitari e devono ingolosirli presentando dati relativi al traffico estremamente invitanti.