Le scommesse sul futuro si chiamano sondaggi. Gli Usa votano, e per Hillary Clinton e Donald Trump si profila una battaglia all’ultimo elettore, con un testa a testa che si risolverà solo alla chiusura dei seggi. Gli Election Polls sulle presidenziali continuano a presentare una situazione incerta: la Clinton è in leggero vantaggio sul Tycoon secondo Reuters/IPSOS, che segna un netto +4%, Fox News +2% e ABS/Wash Post Tracking +4%. LA Times/USC Tracking assegna la vittoria a Trump con un +5% e un sicuro successo in stati come l’Iowa, il New Hampshire, l’Indiana e la Georgia, con un vantaggio dell’11%. IBD/TIPP Tracking e Rasmussen Reports suggeriscono la parità fra i contendenti. Per il New York Times, l’ormai ex First Lady ha l’85% delle possibilità di vincere la corsa alla Casa Bianca.
Ma i numeri possono sbagliare. nella primavera di quest’anno si sono scatenate le rilevazioni sulla Brexit, e in quell’occasione nessuno è riuscito a prevedere con sicurezza l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. L’esito del referendum ha scosso l’Ue, con il 51,9% degli elettori che ha sposato la linea scissionista.L’esito del referendum ha scosso l’Ue, con il 51,9% degli elettori che ha sposato la linea scissionista. Una vittoria non schiacciante, che oggi viene ulteriormente complicata dalla sentenza dell’Alta Corte britannica. Per i giudici, serve l’approvazione del Parlamento per avviare la procedura di uscita, e i tempi si allungano ancora. Quattro giorni prima del referendum sulla Brexit, il sondaggio promosso dal Sunday Times dava il 44% dei votanti favorevoli a rimanere nella Ue e il 43% schierati per il divorzio. L’Istituto Survation stimava il 45% per il sì e il 42% per il no. L’indagine promossa dall’Observer rispecchiava una perfetta parità. All’ultimo minuto i pronostici si sono ribaltati e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
I sondaggi possono non rispecchiare la realtà per svariati motivi. Le persone possono mentire per non rivelare la propria opinione, senza contare l’incognita degli indecisi e il voto di protesta. Gli stessi exit pool spesso influenzano il pensiero dell’elettore, che alle urne cambia la sua opinione per i dati trasmessi dalla televisione o letti sui giornali. C’è poi la variabile del campione scelto per l’indagine statistica e la modalità di contatto con il pubblico: sui canali on line e sui social si incontrano i giovani e attraverso i canali tradizionali si raggiunge un popolazione di età più avanzata. Se si scelgono gli abbonati della carta stampata, il pubblico può essere politicamente schierato in base alle linee editoriali.
Intanto nello Stivale si cerca di intuire se gli italiani voteranno sì o no al prossimo referendum costituzionale. Intanto nello Stivale si cerca di intuire se gli italiani voteranno sì o no al prossimo referendum costituzionale. L’ultimo sondaggio condotto dall’Index Research rileva che i contrari alla riforma sarebbero il 51,8% e i favorevoli il 48,2%. Per Demos voterebbe sì il 35%, e no il 39%, mentre gli indecisi sarebbero il 26%. Le ultime rilevazioni di Ixè indicano che il 37% è schierato per il sì, il 40% per il no e il 23% è formato dagli indecisi. Ancora una volta l’incertezza regna sovrana, e regalerà un finale al cardiopalma.