Alla IX edizione del Festival dell’Energia di Milano si parla anche di cinema. O meglio di green movie. L’attenzione per l’ambiente passa dal grande schermo, con attori di livello internazionale che investono in una maggiore sostenibilità. In prima linea c’è Leonardo DiCaprio, premio Oscar 2016 per il miglior attore protagonista. Davanti all’Academy ha ribadito la necessità di una maggiore attenzione per l’ecosistema e il suo impegno passa anche attraverso il finanziamento di associazioni non governative. Ma non è l’unico. Altre grandi star prestano la loro immagine per campagne ecosostenibili, come quella contro il surriscaldamento globale. Altri collaborano in modo più stravagante, con Salma Hayek che utilizza una limousine ecologica per raggiungere i festival.
Il cinema è un veicolo di valori e messaggi, che devono sensibilizzare il pubblico per un mondo “più verde”. L’impegno non è solo degli attori, ma anche delle produzioni. Il cinema è un veicolo di valori e messaggi, che devono sensibilizzare il pubblico per un mondo “più verde”. L’impegno non è solo degli attori, ma anche delle produzioni. Un esempio è il protocollo Edison Green Movie, nato nel 2011 e già utilizzato per sette diversi film, tra cui Il capitale umano di Paolo Virzì, Torneranno i prati di Ermanno Olmi e Il ricco, il povero e il maggiordomo di Aldo, Giovanni e Giacomo. L’obiettivo è diminuire gli sprechi attraverso piccole accortezze. Ridurre le emissioni di CO2 è importante, ma è anche necessario usare fonti di energia rinnovabili ed evitare lo spreco di materiali riutilizzabili. Qualche esempio può rendere tutto più chiaro.
Nel caso di Torneranno i prati gli effetti speciali, come le bombe, sono stati realizzati con materiali biodegradabili e vernici atossiche. Inoltre le trincee sono state riutilizzate dal comune di Asiago per un percorso turistico sulla Grande Guerra. La troupe ha alloggiato vicino al set, riducendo l’uso delle auto, e il catering ha servito prodotti a chilometro zero. Il film non ha danneggiato la comunità. Per ll capitale umano si è fatto ricorso a stoviglie riutilizzabili e si è allestita una cucina da campo, per evitare eccessivi spostamenti. Inoltre si è ricorso a 170 boccioni d’acqua, che hanno sostituito 6120 bottiglie di plastica.
La produttrice e figlia del grande regista Betta Olmi sostiene: “Incentiviamo il progetto e applichiamolo anche solo in minima parte per fare la differenza”.La produttrice e figlia del grande regista Betta Olmi sostiene: “Incentiviamo il progetto e applichiamolo anche solo in minima parte per fare la differenza”. Basta iniziare da qualche parte per inquinare meno. Il protocollo è gratuito e consente di accedere agli incentivi dello Stato. I film col “bollino verde” sono in parte finanziati dal Ministero e consentono la creazione di nuovi posti di lavoro, ovvero persone qualificate che mettano in pratica ciò che è indicato nel protocollo. Naturalmente solo per la parte che si è deciso di seguire.
Il dibattito sulla sostenibilità delle produzioni è aperto. Anche a Cannes, venerdì, si è tenuta una conferenza sull’ambiente, con 21 Film Commission presenti. Nell’anno della Cop 21 di Parigi, anche il cinema deve fare la sua parte. L’industria dello spettacolo è fatta di cose e persone che si devono spostare per girare i film. Le troupe inquinano, generano rifiuti, sprecano energia e talvolta rovinano gli ambienti.
“Se non ci si preoccupa adesso, non ci saranno più location dove girare”, dice Enrico Magrelli, giornalista e conduttore della trasmissione “Hollywood Party” di RAI Radio 3. Il rischio esiste e a perderci non è soltanto il cinema. Gli sterminati paesaggi di Revenant potrebbero diventare un lontano ricordo.