L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova diversi settori in Italia:sono migliaia le aziende che hanno subito uno stop nel tentativo di arginare il contagio, o che sono state costrette a rivedere il loro modo di lavorare,  scegliendo lo smart working per tutelare i propri dipendenti.
Ci sono settori che sono obbligati, dallo svolgimenti di lavori fisici, a lasciare il personale sul posto di lavoro.
Purtroppo però questa scelta da parte delle aziende di far lavorare i dipendenti da casa, non può valere per tutti. Infatti ci sono settori che sono obbligati, dallo svolgimenti di lavori fisici, a lasciare il personale sul posto di lavoro. I primi in questione sono i supermercati e chi lavora a contatto con il pubblico lo sa: non esistono sabati, domeniche o virus che tengano.
 Troppo spesso  chi lavora in questi settori vive situazioni di fragilità a cui viene data poca voce.  Gli ultimi lavoratori dei supermercati, che accolgono clienti impazziti, mai così decisi e risoluti nel correre ad accaparrarsi i prodotti più gettonati (di maggior uso) sugli scaffali.I primi giorni da quando è scoppiato il caso a Codogno, è arrivata l’apocalisse per i supermercati.
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Subito code interminabili. E, adesso, dopo il decreto che ha allargato la zona rossa all’intera Lombardia più 11 comuni tra Veneto ed Emilia Romagna, il panico è nuovamente emerso e i supermercati sono tornati affollati.Molti commessi non sanno come comportarsi o rimangono sconsolati per non poter adottare le misure che lo stesso decreto espone. Viene detto di evitare luoghi chiusi, assembramenti, ma poi alla salute del personale dei supermercati chi ci pensa?
 Devono rimanere sempre le stesse persone; la mole di lavoro è straordinaria e non solo… Altra preoccupazione è che anche loro, non sono solo lavoratori, ma madri e padri e con le scuole chiuse non tutti possono contare sul paracadute dei nonni o delle babysitter.
LO SMART WORKING NON È PER TUTTI: IL SETTORE DEI TRASPORTI  
Un altro settore che continua ad esporre i lavoratori  è sicuramente quello dei trasporti e non si tratta solo del singolo operatore addetto ai mezzi, ma anche di chi lavora nei bar e negozi degli aeroporti, per esempio, dove il passaggio di persone è continuo.
Confessioni di un tassista 
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”Io sono un lavoratore con partita IVA e qui se calano i clienti, cosa che temo fortemente, non lavoro e quindi non guadagno. A causa delle giuste misure adottate nel cercare di arginare questo virus, c’è poco spostamento in città a Milano e le corse stanno diminuendo fortemente. Quali sono le misure che ci tutelano economicamente, oltre che per la sicurezza? ”
Purtroppo ancora rimane molta confusione sulle deroghe per pagamenti di bollette, mutui e costo di licenza e chi rimane esposto al rischio si sente isolato dalle istituzioni.Ma da oggi il governo ha annunciato nuove misure di facilitazione, già molto attese.