Poteva essere la volta buona, ma così non è stato. L’Italia lascia Malaga con un bel po’ di amaro in bocca: la finale era davvero vicina, ma nemmeno stavolta l’abbiamo raggiunta. L’edizione numero 110 della Coppa Davis è vinta dal Canada, giustiziere del team azzurro in semifinale, dei baby fenomeni Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov. L’ultimo atto è senza storia, 2-0 all’Australia e trofeo in Nord America. Si tratta della loro prima vittoria in questa storica competizione. Il dato più curioso è che il Canada non avrebbe nemmeno dovuto giocare queste fasi finali perché aveva perso lo spareggio di marzo contro l’Olanda, ma è stato poi ripescato a causa dell’esclusione della Russia per i motivi che tutti sappiamo. Gli dèi del tennis è evidente che fossero dalla loro parte e i canadesi ne hanno approfittato. Ricordiamo che con il format introdotto per il Dio denaro nel 2019 la Coppa Davis ha drasticamente cambiato formula per le fasi finali: non si gioca più tre set su cinque, ma due su tre; non si gioca più in casa o in trasferta, ma in una sede unica; non si giocano più cinque incontri, ma tre.
L’edizione numero 110 della Coppa Davis è vinta dal Canada, giustiziere del team azzurro in semifinale, dei baby fenomeni Auger-Aliassime e Shapovalov
I canadesi si sono dimostrati più forti degli australiani. Shapovalov ha superato 6-2 6-4 Kokkinakis, mentre Auger ha annichilito De Minaur con un perentorio 6-3 6-4. Il divario si è visto, i vincitori sono stati troppo più solidi degli avversari. Gli aussie avevano già compiuto un’impresa arrivando a giocarsi la finale, superando prima l’Olanda e poi, contro pronostico, la temibile Croazia.
Per l’Italia resta, come detto, il rammarico di non aver raggiunto l’ultimo atto. Considerando la squalifica della Russia e una Spagna orfana di Alcaraz e Nadal, l’occasione era ghiotta. Gli infortuni di Sinner e Berrettini (e poi di Bolelli) hanno tagliato le gambe alla formazione azzurra che ha comunque lottato sino all’ultimo, ma non è stato sufficiente. Non è bastato un immenso Sonego, la semi con il Canada si è decisa al doppio decisivo. Tutti pensavano di vedere in campo la nostra miglior coppia, ovvero Bolelli e Fognini.
Per l’Italia resta il rammarico di non aver raggiunto l’ultimo atto. Considerando la squalifica della Russia e una Spagna orfana di Alcaraz e Nadal, l’occasione era ghiotta
È stata una sorpresa, invece, la presenza di Berrettini accanto a Fognini, a causa di un infortunio al polpaccio di Bolelli. Il romano aveva dichiarato nei giorni scorsi di essere andato a Malaga a fare il supporter e a tifare i suoi compagni, visto che era fermo da un mese per via di una fastidiosa fascite plantare. Vederlo giocare nel doppio decisivo è stato sicuramente un colpo di scena. Certo che affidarsi a un giocatore tanto forte, ma fuori forma per un match così delicato è stata una mossa azzardata che purtroppo non ha dato i suoi frutti. I canadesi hanno vinto 7-6 7-5 una partita lottata e decisa su pochi punti, ma la coppia azzurra è stata tenuta in piedi dal solo Fognini. Berrettini è invece parso lento e fuori condizione. Era davvero il caso di far giocare lui e non Sonego o Musetti? Bolelli era davvero infortunato? Queste sono le domande che i CT del web si pongono in questi giorni. Ciò che è certo è che il gruppo azzurro è davvero forte, però deve essere al completo per poter ambire alla vittoria della Davis e deve trovare assolutamente un’alternativa in doppio in caso di assenza di Bolelli o Fognini. La finale manca dal 1998, il successo (unico) dal lontano 1976. Il 2023 sarà l’anno buono per alzare la famosa Insalatiera?