Molti giornalisti freelance lavorano in Paesi in cui i governi vietano l’accesso ad alcuni siti e servizi informatici. Ma ci sono alcune vie di fuga. Ecco le tre principali.
Web proxy services. È possibile accedere ai contenuti bloccati tramite un server intermedio e che renda la navigazione anonima. Nei paesi con un alto livello di censura questo metodo è molto utilizzato per evitare che il governo possa registrare l’attività online ed usarla eventualmente contro le persone. Il servizio più utilizzato in questi casi è Tor che lavora criptando e spostando la propria connessione su server diversi, mascherando l’indirizzo gli indirizzi Ip e permettendo quindi di accedere a contenuti normalmente bloccati. È un modo relativamente sicuro per evitare la censura e nascondere la propria attività sul web.
Virtual Private Networks. Come Tor aiutano nell’anonimità online ma funzionano in modo diverso, operando su una singola proxy connection. A volte non funziona ma è irrintracciabile. Le VPN sono una questione di privacy by trust, si confida cioè sul fatto che l’operatore del servizio non guardi alle pagine su cui si sta navigando. In alcuni paesi i Vpn sono bloccati.
Browser extension. Molto semplici da usare ed efficaci, sono disponibili soprattutto per Firefox e Chrome. Per quanto utili possono essere un po’ meno sicure e sono state violate in passato. Inoltre lavorano solo sul browser installato quindi se si usano altri software allo stesso tempo, non ci sarà protezione.