Se le notizie corrono sempre più spesso via social network, Facebook ha uno strano modo di concepire l’informazione.
Diversi ex-dipendenti di Mark Zuckerberg hanno dichiarato di essere stati costretti a modificare il riquadro delle trending news, sopprimendo le notizie più conservatrici. Da Mitt Romney a Rand Paul, fino al riunirsi del Cpac (Conservative Political Action Conference), a Menlo Park i news curators hanno avuto istruzioni di inserire tra le notizie più di tendenza alcune selezionate che scalzassero le notizie più vicine alla right wing del Paese, pur non avendo i numeri a sostenerle.
Se vogliamo, questo rende Facebook più simile ad una normale redazione, legata agli orientamenti dei suoi lavoratori, ma incanalata in una direzione secondo l’imperativo della corporation. «A seconda di chi era al comando, una notizia poteva essere messa nella lista nera o finire nei trending – ha detto un ex-content curator – in particolare se veniva coperta da un network tradizionalmente conservatore; in quel caso veniva quasi automaticamente esclusa dall’algoritmo di Facebook, a meno che la storia non fosse coperta anche dai media più liberal, come il New York Times».
Pronta la risposta del gigante informatico, arrivata direttamente dal profilo di Tom Stocky, responsabile della sezione Trending Topics: «Non sono state riscontrate prove di manipolazione delle informazioni a vantaggio di una specifica parte. La nostra sezione notizie si basa su un algoritmo che tiene in considerazione tutti i parametri necessari per fornire notizie in modo equidistante e imparziale».
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