Mentre il governo continua a discutere su possibili allentamenti delle restrizioni, molti si stanno già abituando all’idea di vivere un Natale diverso. La riapertura di tante attività commerciali, in vista delle festività, dovrebbe essere garantita; ma questo non vuol dire che si potrà festeggiare il capodanno tutti insieme, col trenino di mezzanotte, per dire. Il premier Giuseppe Conte, in tal senso, ha detto che la speranza è “che si possano fare comunque degli acquisti, scambiare anche dei doni, ma certo baci, abbracci, festeggiamenti, festoni, festini…”. Insomma, le feste di quest’anno bisognerà trascorrerle a casa, fra pochi intimi, e in maniera sobria. Per abituarci a questa prospettiva, abbiamo deciso di proporvi cinque film girati in un solo ambiente: cinque film da chiusi dentro. Non sarà lockdown, ma poco ci manca.

EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: LOCKE

Ivan Locke è in automobile verso Londra. Avrebbe dovuto presiedere alla costruzione di un edificio, ma la telefonata di una donna lo obbliga a dover affrontare le conseguenze di un tradimento. Un gigantesco Tom Hardy interpreta il ruolo di un “working class hero” che deve inseguire tre piste narrative differenti, tra calcestruzzo, amante di una notte che deve partorire e una moglie che sta per abbandonarlo. Il suo futuro si decide fuoricampo. Tutto quanto viene anticipato dal display telefonico, forse il vero protagonista della vicenda. Steven Knight (il creatore di Peaky Blinders) dirige un film, unico, originale, scritto divinamente, che denota la grande difficoltà nel mondo di oggi di decidere le sorti della propria esistenza all’esterno di una macchina o senza dipendere da un dispositivo elettronico.

Disponibile su Now Tv, Google Play e in DVD e Blu-Ray

 

ALESSANDRA PETRINI CONSIGLIA: PANIC ROOM

La prima notte di Jodie Foster e di sua figlia, Kirsten Stewart, nella loro nuova casa è un incubo angosciante.Le due protagoniste sono infatti costrette a rinchiudersi nel bunker che il paranoico vecchio proprietario ha fatto costruire nella propria camera, quando tre ladri penetrano nell’abitazione per rubare una cassaforte che si trova proprio nella “stanza del panico”. Da dentro il bunker si è iperprotetti e tutto si può: vedere ciò che succede nella casa, parlare attraverso un altoparlante, chiamare la polizia. Se soltanto Jodie avesse attivato la linea telefonica…
Con Panic Room, il regista David Fincher, attraverso le sue inquadrature costantemente dentro le cose – dentro i tubi, dentro i muri, dentro gli impianti di areazione – ci inietta un senso di claustrofobia che, nel 2002, rappresentava soltanto un brutto sogno da cui risvegliarsi sudati, mentre oggi ci pervade nella realtà.

Disponibile su Netflix, Apple TV e in DVD e Blu-Ray

 

ANNAROSA LAURETI CONSIGLIA: THE PLACE

Un uomo qualunque siede al tavolo di un ristorante altrettanto qualunque. Un taccuino in mano e una lista di desideri da avverare. Ma quale costo siamo disposti a pagare per ottenere ciò che vogliamo? The Place porta sul grande schermo fragilità e crudeltà umane, ponendoci di fronte al bivio tra la via della moralità e quella dell’egoismo. Il regista Paolo Genovese ci accoglie all’interno di un quadro di Hopper dove otto storie, solo all’apparenza slegate tra loro, ci dimostrano come in realtà il destino di ognuno di noi sia unito impercettibilmente a quello dell’altro. La chiave di tutto sembra risiedere nel personaggio misterioso interpretato da Valerio Mastrandrea: uno psicologo, un demone o forse semplicemente un sadico. Siamo davvero sicuri che sia un burattinaio a guidare le nostre scelte?

Disponibile su Netflix, Amazon Prime Video e in DVD

 

VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: ROOM

Cosa si è disposti a fare pur di riconquistare una libertà negata da sette anni? Il film di Lenny Abrahamson, liberamente ispirato a una storia vera, non solo mette in scena cosa significa vivere in dieci metri quadri di spazio senza poter mai uscire, ma si sofferma anche sulla reazione che si ha quando si torna a respirare all’aria aperta. Lo spettatore vive la paura, il sollievo e il senso di inadeguatezza tramite gli occhi di Jack, il protagonista di cinque anni che, fingendosi morto, riesce a scappare dal capanno in cui era rinchiuso e fa liberare sua madre, rapita sette anni prima. Il bambino non ha mai conosciuto altro, se non gli oggetti nella stanza in cui è cresciuto, ed è convinto che il mondo esterno sia solo una finzione. Sperimenterà quella che ormai conosciamo come la sindrome della capanna e riuscirà a cominciare a vivere davvero soltanto dopo essere entrato un’ultima volta nella stanza in cui è nato. Straziante e attuale, Room è imperdibile.

Disponibile su Amazon Prime Video e in DVD

 

NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: GREEN ROOM

C’è questa band punk, composta da una manciata di ragazzi sulla ventina, a cui a una certa viene proposto un concerto in un bar perso fra la campagna dell’Oregon, negli Stati Uniti. Non il massimo a cui si può ambire, ma alla fine accettano senza pensarci troppo, se non fosse che arrivati sul posto scoprono che il locale è in realtà un covo di naziskin, e la situazione finisce per degenerare. In Green Room il lato più fanatico del suprematismo bianco viene portato all’estremo. È un film in cui la violenza è attuata con odio vero, di quelli che impressionano, quindi attenzione prima di vederlo; ma la cosa più perversa è che a veicolarla c’è soprattutto Patrick Stewart: quello che negli X-Men interpretava il dottor Xavier, il personaggio sulla sedia a rotelle, e che qui è un freddo neonazista, di quelli che fanno paura solo a incrociarne lo sguardo. Se sentite la mancanza di pogare a un concerto, Green Room è quel film che vi farà passare la voglia.

Disponibile su Amazon Prime Video e in DVD