Esisteva un tempo, quello del boom economico del secondo dopoguerra, in cui il futuro appariva radioso, e la fantascienza lo era di conseguenza. Era una narrativa fatta di navi stellari che solcavano il vuoto dello spazio in cerca di nuove civiltà, e di un’umanità progredita e illuminata, pronta ad affrontare le sfide del cosmo. Con il passare dei decenni, però, la visione del futuro è cambiata, e la fantascienza su piccolo e grande schermo si è adattata di conseguenza. Dall’utopica Federazione dei Pianeti Uniti di Star Trek si è passati all’oscuro Protettorato di Altered Carbon, esaltando nella narrazione fantascienfica non più i lati migliori della democrazia, ma quelli peggiori del capitalismo sfrenato. Oggi, con un’incertezza riguardo al futuro mai così alta per via della crisi lavorativa ed economica legata alla pandemia, il pensiero di un futuro distopico è sempre dietro l’angolo. Ecco allora una selezione di distopie del grande schermo, volte a far riflettere lo spettatore ma, chissà, magari anche ad esorcizzare le paure per il domani.

 

EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: THE CIRCLE

The Circle è un monopolio. Provate a pensare a Facebook, Amazon, Apple, Google e a un reality show. Ora pensate che facciano parte di un unico sistema, un’unica azienda, un’unica dimensione esistenziale. Questa è la vostra vita, tutto ciò che sta al di fuori non esiste più. Dopo gli struggenti e intimi The Spectacular Now e The End of the Tour, il regista indie James Ponsoldt alza l’asticella e riflette sul nostro presente tecnologico, realizzando l’opera perfetta per il consumatore medio delle piattaforme streaming, un episodio di Black Mirror più soft e meno ricattatorio, in grado di frullare Steve Jobs, The Social Network e The Truman Show con il linguaggio pop di un romanzo di Dave Eggers. Il target è l’adolescente colto: il risultato è migliore di qualsiasi altro young adult, perché la morte della privacy qui non è un pretesto ma un incubo sempre più reale.

Disponibile su Netflix

 

GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: IDIOCRACY

Cosa succederebbe se, di generazione in generazione, le persone colte e istruite si facessero sempre più riguardi ad avere figli e invece gli ignoranti ed i meno scolarizzati non avessero problemi a riprodursi senza limitazioni? È da questa premessa assurda e provocatoria che prende vita il film Idiocracy, che vede il protagonista, un impiegato dell’esercito americano assolutamente nella media in ogni ambito, prendere parte ad un esperimento d’ibernazione, dalla durata preventivata di un anno. Qualcosa però va storto, ed il nostro eroe si risveglia 500 anni dopo, in un mondo allo sbando e popolato unicamente da completi idioti. Starà a lui, allora, uomo più intelligente sulla terra, risollevare le sorti dei distopici Stati Uniti del 2500, non prima però di riuscire a farsi capire dai suoi nuovi amici ottusi e zoticoni. Una commedia demenziale a sfondo distopico senza pretese, nata per intrattenere e far ridere, a cui non manca però una morale di fondo e che non risparmia la società odierna da numerose critiche.

Disponibile on demand su Amazon Prime Video e Youtube

 

FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: IN TIME

Avete presente quando si dice che il tempo è denaro? Bene, “In time” è la letterale rappresentazione di questo concetto, trasposto in un film. Probabilmente in un futuro non troppo lontano, ci accorgeremo di vivere in un mondo sovrappopolato, dove il gene della vecchiaia è stato sconfitto, e con un inquietante “numero di matricola” sulle nostre braccia. Un conto in banca visibile a tutti, con valuta in tempo. Questa è la storia di Will Salas, abitante della zona periferica 12, in una società in cui l’inflazione cresce e gli stipendi sono sempre più bassi. Un giorno Will, a seguito di un evento spiacevole, si imbatte in un ricco uomo, il quale, stanco di questo mondo ingiusto e classista, decide di donargli tutto il resto del suo tempo a disposizione. Ma chi è ricco generalmente deve fare attenzione a mostrare in giro il suo status, cosa difficile con un timer sul braccio…

Disponibile su Infinity Tv, Netflix, Mediaset Play e Youtube

 

NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: ROBOCOP

RoboCop è uno di quei film che hanno una doppia chiave di lettura: da un lato, quella di puro intrattenimento, con un thriller parecchio kitsch su un poliziotto metà uomo e metà cyborg; dall’altro, la metafora politica, che si traduce una critica netta all’epoca reaganiana (il film è, non a caso, del 1987), dove la crescita del liberismo economico è andata di pari passo con la legittimazione delle violenze da parte della polizia americana. C’è la condanna alle grandi imprese, alle privatizzazioni, al divario fra ricchi e poveri; ma c’è anche un poliziotto anti-proiettili che vai ai nightclub e fa battute cretine prima, durante e dopo le sparatorie. Un film per tutti, insomma.

Disponibile su SkyGo e NowTV

 

VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: THE LOBSTER

Come sarebbe il mondo se vigesse l’obbligo di avere un partner con cui passare la vita e procreare? In questa distopia di Yorgos Lanthimos chi non riesce a trovare l’amore è deportato in un hotel, dove ha 45 giorni per conoscere gli altri ospiti e scovare l’anima gemella, spesso scegliendola in base a un’unica somiglianza caratteriale o, peggio ancora, fisica. Se si fallisce, si viene trasformati in un animale a scelta. In un mondo simile non mancano i Solitari, ribelli che vivono nei boschi secondo la ferrea regola del “Mai avere un partner” rischiando la vita perché braccati dagli ospiti dell’hotel. Un sentimento sincero può esistere in queste condizioni? Il finale lascia lo spettatore con il fiato sospeso e senza una risposta netta, portandolo a riflettere su cosa significano davvero amore e libertà.

Disponibile su Amazon Prime Video e DVD